13.08.2024 – 09.00 – Il Tar blocca la costruzione di uno dei quattro impianti di cogenerazione a gas naturale SIOT nella valle del But, in Friuli Venezia Giulia. Si tratta di unità che la SIOT intendeva costruire all’interno della Transizione energetica: alimentati prima da gas naturale e poi quando possibile da biometano, le macchine avrebbero generato energia elettrica per muovere le pompe che movimentano il petrolio nelle condutture della SIOT. L’obiettivo era di riscaldare il greggio e ridurne la viscosità, facilitandone il passaggio nelle tubature senza ulteriori sforzi da parte dell’impianto. I cogeneratori avrebbero pertanto permesso di ridurre considerevolmente le emissioni e i costi connessi al trasporto del greggio nelle tubature, garantendo un maggiore afflusso verso i paesi clienti: sud Germania, Austria e Cechia. Attualmente infatti le tubature utilizzano energia elettrica acquistata da Terna. Un ingranaggio di un sistema logistico al cui interno il porto di Trieste mantiene un ruolo centrale, considerando l’importanza delle rinfuse liquide nell’economia dello scalo.
Tutto da rifare daccapo: il Tar infatti ha emesso una sentenza dove accoglie le motivazioni espresse da Legambiente e dal Comune di Paluzza, in due differenti ricorsi, volti ad affermare che la SIOT non aveva titolo per operare sui terreni di Cercivento e Paluzza interessati dalla futura costruzione dei cogeneratori.
I decreti autorizzati sono stati pertanto annullati dal TAR, perchè “viziati da difetto di istruttoria, travisamento dei fatti e difetto di motivazione“. La Regione Friuli Venezia Giulia aveva, a propria volta, sostenuto il progetto della SIOT, evidentemente inconsapevole della mancanza delle autorizzazioni.
La SIOT ha commentato la vicenda in via ufficiale affermando che “la sentenza del TAR si riferisce ad un aspetto procedurale svolto, a giudizio della corte, in modo incorretto. Nulla a che vedere con impatti sul territorio o sulle menzionate servitù. Gli impianti di cogenerazione della SIOT concorrono alla transizione energetica nel rispetto di tutte le norme ambientali e delle linee guida definite a livello europeo per realizzare una produzione energetica più compatibile con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni di CO2″.
La vicenda, oggetto di pesanti critiche da parte dell’opposizione regionale contraria al progetto, evidenzia di nuovo lo scollamento col territorio, specie con l’elemento locale.
[z.s.]


