07.08.2024 – 07.01 – Trieste è la città nel Friuli Venezia Giulia che, nel 2023, ha tratto il maggior gettito fiscale dalla tassa di soggiorno. Oltre 2 milioni 148mila euro con un aumento del 27,1% a confronto col 2022. Sebbene la tassa di soggiorno conosca diverse variabili, specie nell’applicazione e nella tipologia di turismo risultante, il dato rimane non di meno impressionante, perchè supera Lignano Sabbiadoro, il quale ha incassato nel 2023 2 milioni 136mila euro, a propria volta con una crescita dell’1,8%. Il capoluogo giuliano sembra dunque ‘staccare’ gli altri comuni della Regione, confermando una generale sensazione che vi sia una trasformazione turistica in corso molto intensa, accelerata esponenzialmente dalle crociere. Non male anche il risultato di Grado che capitalizza 1 milione di euro con un aumento del 5,3%. Muggia, a propria volta, ha guadagnato dai flussi turistici 55mila euro e Arta Terme meno di 51mila. Viene da domandarsi, in questo contesto, se gli incassi della tassa giustifichino la sua applicazione o se siano invece un deterrente a un maggior numero di arrivi. Il successo di Trieste sembra dare ragione a Muggia, allo stadio attuale l’over tourism si riversa anche nella città muggesana. La tassa sembra in questo contesto avere senso, quale riflesso della situazione triestina. In totale si aggira sui 6 milioni il ricavato dalla tassa di soggiorno nei Comuni del Friuli Venezia Giulia. I numeri citati provengono infatti da un’indagine della Fondazione Think Tank Nord Est, svolto utilizzando i numeri dei bilanci comunali. Il 2023 si è rivelato essere, in questo contesto, l’anno col maggior numero di incassi dall’imposta, un record del +17,3% a confronto col 2022, quando ci si limitò a 5,1 milioni.
Quali saranno invece gli incassi nel 2024? Si stima – di nuovo – 5,8 milioni di profitti per i bilanci comunali, con un probabile arrotondamento a 6. Spesso i Comuni preferiscono essere prudenti nelle cifre proposte, non esagerare coi profitti. A meno di catastrofici dietro front del turismo internazionale, il FVG incasserà quindi di nuovo 6 milioni. Pertanto Trieste e Lignano dovrebbero risultare nuovamente sul podio, con 2 milioni di euro ciascuno; e Grado dovrebbe incassare 1 milione. Gli importi invece più bassi, sebbene tutt’altro che ininfluenti in rapporto alla popolazione, compaiono nel Friuli e nei territori di montagna: si rimane sotto i 50mila da Palmanova, ad Arta Terme, a Sauris e così via.
“Il turismo è un settore cruciale per l’economia del Friuli Venezia Giulia,” afferma Antonio Simeoni, vice presidente della Fondazione Think Tank Nord Est.
“Negli ultimi anni, il flusso turistico è cresciuto fino a superare i 10 milioni di presenze. Le risorse raccolte dai Comuni attraverso l’imposta di soggiorno, gestita dagli operatori turistici, sono essenziali per garantire servizi di alta qualità sul territorio. Queste risorse devono quindi essere utilizzate per gestire il sistema di accoglienza in modo efficiente e sostenibile, oltre a sviluppare l’attrattività delle destinazioni, stimolando contemporaneamente gli investimenti delle imprese.
Quando l’uso delle risorse viene concordato con gli operatori turistici,” conclude Simeoni, “l’imposta di soggiorno diventa uno strumento prezioso per i residenti, le imprese e i turisti.”
[z.s.]


