08.07.2024 – 12.54 – Quasi 130 chili di rifiuti galleggianti, l’equivalente in peso di circa 8.500 bottigliette di plastica da 0,5L tolte dall’acqua. È il bilancio di un anno di attività del Seabin di Trieste, collocato all’interno del Circolo Canottieri Adria. E proprio oggi che ricorre la Giornata internazionale del Mar Mediterraneo, il gruppo Hera racconta l’impegno volto a restituire ai cittadini un mare più pulito. Infatti, il “cestino del mare” tergestino, fratello di quello più giovane posizionato a Cervia nel 2022, nasce dalla collaborazione tra Hera e Fondazione Marevivo in occasione del progetto PlasticLess di LifeGate che dal 2023 si è ampliato diventando Water Defenders Alliance, la grande alleanza per difendere le nostre acque. «Il nostro dispositivo “mangia spazzatura” è stata una buona idea – commenta il presidente del Circolo Canottieri Adria Claudio Pregara – soprattutto nei periodi di maltempo e nei giorni di vento quando il mare si riempie di rifiuti ma ora con le mucillagini o se ci sono le meduse è fermo». Ad ogni modo, assicura «raccogliamo quanto più possibile costantemente».
È da un paio di anni che il dispositivo Seabin è in dotazione al Circolo: «Se da un lato è vero che contribuiamo alla pulizia del mare – confessa Pregara – c’è anche da dire che si tratta di un grande lavoro a cui fa seguito la catalogazione e la differenziazione». Poi, un sogno nel cassetto: «Ci piacerebbe raccogliere la spazzatura per confrontarla a seconda delle stagioni e delle condizioni meteo ma non siamo mai riusciti a realizzare questa idea per mancanza di personale». La sinergia col gruppo Hera ha permesso, dunque, di tenere più pulito il Golfo di Trieste e durante l’ultimo anno, è stato possibile raccogliere soprattutto mozziconi, imballaggi alimentari, bottigliette e tappi di plastica contribuendo ad agire sull’inquinamento da microplastiche che vengono spesso scambiate per cibo dai pesci.
La plastica raccolta dal Seabin è composta prevalentemente da rifiuti caduti in mare dalle Rive – dato appunto il clima ventoso – e da microplastiche mescolate alle alghe. Si tratta dunque di un cestino “mangia plastica” con una capienza di 20 kg che galleggia in acqua e viene installato nei punti d’accumulo dove la forza spontanea del vento e delle correnti portano ad un’aggregazione dei detriti. Il dispositivo Seabin è in grado di catturare fino a circa 1,5 kg di rifiuti al giorno, pari a oltre 500 kg di detriti all’anno, comprese microplastiche da 2 a 5 mm di diametro e frammenti di microfibre a partire da 0,3 mm. La sua pompa è capace di filtrare 25.000 litri di acqua all’ora, attirando i rifiuti che fluttuano in acqua, nel punto di accumulo, e risucchiandoli dentro il cestino. Sul fondo del dispositivo è anche posizionato un cuscinetto assorbente che pulisce l’acqua dal possibile film di idrocarburi.
[e.b.]


