Commercio tra luci e ombre, la situazione a Barcola tra serrande abbassate e attività che riescono a resistere

 

08.07.2024 – 07.11 – Troppe serrande abbassate. Sono quelle dei piccoli negozi di commercio al dettaglio che nel rione di Barcola non esistono più salvo poche eccezioni che riescono a sbarcare il lunario tutto l’anno. Quello di Barcola non è un rione semplice dal punto di vista del commercio perché si svuota di bagnanti e turisti durante i mesi invernali ma si ripopola verso primavera per fare poi il pieno durante la stagione estiva. L’ultimo a chiudere, in ordine di tempo, è stato prima di Natale il panificio: troppi pochi clienti – se non quelli strettamente residenti – per riuscire a continuare a pagare l’affitto del locale e la paura di continuare ad investire e ritrovarsi alla fine con i prodotti invenduti.

Chiuse, ormai da molti anni, anche la macelleria e la pescheria e ciò non può che suscitare un sorriso amaro considerando l’immediata vicinanza al mare e le attività dei pescatori presenti in zona. Nel 2021 è stata chiusa, invece, la filiale della banca Unicredit: è rimasto operativo soltanto lo sportello bancomat esterno. A pesare come un macigno è soprattutto l’assenza di un supermercato o mini market: anche il punto vendita Meta ha chiuso i battenti da molti mesi tra lo sgomento e il fastidio soprattutto della popolazione anziana del rione.  Di certo le problematiche non mancano: «Ogni caso è a sé – ci racconta Marina, titolare da sette anni del bazar “Star ben … a Barcola” – ma fatto sta che anche la parrucchiera Luisella chiuderà perché andrà in pensione e non c’è interesse a rilevare l’attività».

Parlando della propria situazione, Marina ci spiega: «La mia è un’attività prettamente stagionale, aspetto i turisti d’estate ma sono sempre condizionata dal meteo. Devo pagare l’affitto tutto l’anno e dunque anche d’inverno cerco di tenere aperto il più possibile offrendo un servizio commerciale vario». Poi si toglie un sassolino dalla scarpa: «I barcolani vengono nel mio negozio solo per emergenza, perché qua trovano il rotolo di carta igienica piuttosto che la lampadina o le batterie ma non lo ritengono un negozio vero e proprio». I mesi peggiori? «Febbraio e novembre». Il futuro? «Sicuramente incerto». Chiuso da tre, quattro anni – per decesso del titolare – è lo storico negozio di cornici mentre il “Bazar del mare” – antistante la fontana grande di Barcola – è aperto solo d’estate: «È dal 1968 che abito a Barcola – spiega Daniele Lunardi – e mi ricordo che il rione era pieno di attività ma ora c’è poco niente. Questo negozio esiste da prima della guerra e la sua attività è sempre stata legata al turismo». Parliamo anche con il capitano Mario – barcolano doc – che seduto fuori dal bar ci racconta: «Da bambino andavo a fare la spesa in tutti i negozi di Barcola, pensi che c’erano anche sette calzolai e attività commerciali in via Cerreto, via del Perarolo e Boveto ma ora, sa com’è, ci siamo adeguati ai tempi moderni con i grandi supermercati che portano la spesa domicilio».

A lavorare bene tutto l’anno sono i bar, frequentati anche da molti operai e a resistere sono pure i ristoranti di pesce e la pizzeria. Vicino alla Chiesa di San Bartolomeo, farmacia, alimentari e ufficio postale chiudono il cerchio dei servizi rionali senza dimenticare la storica gelateria Pipolo. Morena è la titolare della gastronomia “Al solito posto”: «Fidelizzo la clientela offrendo una buona qualità di prodotti a prezzi ragionevoli, ci vuole pazienza e rispetto per il pubblico ma la fortuna più grande è che amo il mio lavoro». La difficoltà maggiore «Quella di convincere le persone che non le stai imbrogliando». Come fare per sopravvivere? «Per me è solo questione di impegno e sacrificio». Barbara, invece, gestisce il negozio di frutta e verdura “La fattoria” e ci dice convinta: «È il cliente che fa il negozio, qui la gente trova la qualità ed è disposta a spendere ma il problema è un altro, il lavoro manuale non lo vuole fare più nessuno. Manca manodopera».

[e.b.]

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