Comunicare le comunità. Centocinquant’anni di chiesa luterana a Trieste

18.04.2024 – 07.01 – Un tempo Squero Panfilli; luogo di cafalai e bottai, di maestri d’ascia e falegnami. Poi Piazza dei Carradori; luogo della Dogana Vecchia e di continui passaggi di carri stracolmi di merce. E infine Piazzetta della Chiesa Evangelica Luterana di confessione Augustana. Tutt’oggi, passando accanto al Liceo Giosuè Carducci, il quadrato dell’odierno Largo Panfilli sembra troppo piccolo, troppo esiguo per una chiesa tanto alta. Il campanile si allunga verso il cielo, le aguzze guglie si protendono severe verso l’orizzonte. La pietra bianca, ingentilita dalle forme neogotiche, si riflette nel nero delle cancellate di ferro.
Un tempo la comunità luterana, forte di 1900 membri alle soglie della Prima Guerra Mondiale, era una delle enclavi religiose più importanti di Trieste.
Oggigiorno, in una città profondamente stravolta dai conflitti mondiali novecentesca, i luterani e la chiesa evangelica rimangono uno dei punti focali delle attività culturali – specie la musica, Bach docet – del territorio. Concerti, celebrazioni, eventi d’ogni genere. Il corpo (di fedeli) può essersi indebolito, ma l’anima è ancora viva.
Abbiamo chiesto al pastore luterano Andrei Popescu di parlarci un po’ della comunità triestina attuale, con uno sguardo alle caratteristiche religiose e sociali degli evangelici luterani.

Che cosa significa appartenere alla comunità evangelica luterana di confessione augustana?

Essere luterani equivale, a livello confessionale, a riconoscere i sette concili ecumenici e alla confessione augustana del 1530 che, a propria volta, include i precedenti concili.
Il movimento di Martin Lutero è stato il primo ad essersi sviluppato, a trasformarsi in una Chiesa; sebbene Lutero stesso volesse riformare Roma dall’interno, non a caso si parla dei ‘riformati’.

I riformati in generale si basavano sulla parola della Bibbia; non sui misteri. L’eucarestia dei cattolici prevede ad esempio che il pane diventi corpo e il vino sangue di Cristo per sempre durante l’eucarestia; ed è per questo che le particole vengono custodite nel tabernacolo. Nel caso dei luterani il pane ridiventa semplice pane al termine della cerimonia.

Vi sono pertanto punti in comune numerosi con la chiesa cattolica, ma vi sono anche elementi sviluppatosi successivamente separati; ad esempio per noi i santi sono persone esemplari, ma non sono da venerare. O non rivolgiamo ad esempio preghiere alla Madonna, la sua santità non è per noi un dogma. Da luterano non vedo la necessità di intercessioni.
A volte veniamo infatti definiti i ‘protestanti cattolici’, perché ci collochiamo a metà: siamo tra i cattolici e i riformati, tra il senso del mistico, del ‘sentire’ dei cattolici e invece l’enfasi sull’intelletto dei riformati.

Quali sono le differenze tra sacerdoti cattolici e pastori protestanti?

Foto del Pastore Andrei Popescu

Io mi colloco nel mezzo, perché sono stato ordinato dalla chiesa luterana di Svezia. Mentre in Germania, a seguito della nascita della riforma, i vescovi cattolici hanno rifiutato di ordinare preti del nuovo movimento, in Svezia i vescovi si sono anch’essi convertiti e pertanto dalla prospettiva dei protestanti avevano pieno diritto di ordinare, per la successione apostolica, i propri sacerdoti. Non a caso quando sono in Svezia mi chiamano ‘prete’.

Il sacerdozio inoltre è universale: noi discepoli di Cristo siamo tutti sacerdoti. Il pastore protestante, a differenza della chiesa cattolica, viene scelto come rappresentante, come studioso che conosce maggiormente la storia della Bibbia e della Chiesa. Io, come pastore, possiedo maggiori informazioni e posso pertanto aiutare i fedeli. Tuttavia, a differenza di quanto avviene con i sacerdoti cattolici, non vi è un’unica lettura consentita della Bibbia.

In Germania, a propria volta, al nord veniamo chiamati pastori (Pastoren) e al sud ‘parroci’ (Pfarrer). Un’esigenza, specie decenni fa, per distinguersi dai cattolici tedeschi: la separazione all’epoca era molto forte, a livello di famiglie e interi paesi.

Il sacerdozio cattolico prevede inoltre una consacrazione durante questo mistero; il pastore protestante invece non si considera più vicino a Dio rispetto al semplice fedele, ma solo una persona che ha maggiori conoscenze.

Sotto il profilo pratico il pastore o la pastora luterana possono sposarsi con un uomo o una donna e avere figli; o ancora non sposarsi affatto. Insomma, la scelta è libera e personale.

Qual è il peso della lingua tedesca nella comunità luterana?

Le comunità luterane sono storicamente tutte di lingua tedesca, essendo nate in Germania. La comunità di Trieste è ufficialmente di lingua italiana solo dal duemila; in precedenza era di lingua tedesca. A seguito della prima e della seconda guerra mondiale i madrelingua tedeschi sono progressivamente diminuiti e si è infine deciso di scegliere quale lingua ufficiale l’italiano. Il culto viene comunque ancora praticato, una volta al mese, in tedesco. Le stesse feste sono ancora legate alla Germania e sono meno festeggiate in Italia; ad esempio il Venerdì santo e la Vigilia di Natale, entrambi celebrati sempre in tedesco.

Cosa caratterizza a livello culturale il luteranesimo?

Elementi caratterizzanti del luteranesimo sono la cultura e la musica. Qui a Trieste la comunità ha un organista d’eccellenza – Manuel Tomadin – che propone ogni mercoledì fino a giugno, dalle 17.30 alle 17.50, le meditazioni organistiche in chiesa. Chi lo desidera può poi lasciare un’offerta per il restauro dell’organo; si tratta infatti di un’iniziativa volta a recuperare l’antica struttura.
L’organo quest’anno compie 150 anni; come la chiesa stessa d’altronde. Era stato restaurato quarant’anni fa, ma ora serve un nuovo aggiornamento. Chi sa costruire organi oggigiorno sono molto pochi; è una difficile impresa finanziaria.
Noi offriamo anche, sull’esempio di simili iniziative in Germania, la possibilità di adottare le canne dell’organo. Il nome viene inserito tra i sostenitori del restauro dell’organo su un’apposita targa; ‘adottare’ vuol dire ad esempio chiedere che il nome del proprio figlio venga segnato come benefattore della chiesa, in cambio di un’offerta per il restauro.
L’organista sta cercando di mobilitare fondi anche dalla regione dagli enti pubblici e privati, ma le procedure, sotto il profilo burocratico, appaiono complesse.
Vi sarà anche una grande meditazione musicale il prossimo 5 maggio, dalle 17.30 alle 18.30. Un’ora di musica di Bach; se vogliamo il più noto ‘luterano’ di musica d’organo.

Qual è la consistenza della comunità luterana a Trieste?

In Germania, se sei membro di una chiesa, paghi automaticamente le tasse per quella specifica fede. A sua volta essere membro di una comunità consente di accedere alle cosiddette “casualia”; ad esempio al matrimonio in Chiesa. Pertanto è facile conoscere la reale consistenza della comunità.

In Italia l’8×1000 consente una maggiore libertà; vi sono ad esempio cattolici che destinano la quota ai valdesi o ai luterani. È possibile inoltre a Trieste fornire una quota annuale alla comunità luterana di Trieste e a seguito di ciò si viene iscritti come membri. Però non è detto che chi viene al culto abbia versato la quota e viceversa; dopotutto riceviamo anche metodisti, valdesi, avventisti, cattolici e luterani di passaggio alle sacre funzioni.

Qual è il peso dell’elemento linguistico nella comunità luterana triestina?

In generale gran parte della comunità parla la lingua italiana; anche i tedeschi trasferitosi a Trieste spesso imparano l’italiano. Vi sono al contrario comunità in Italia prevalentemente di lingua tedesca; a Roma, a Milano… In Alto Adige le comunità sono solo di lingua tedesca.

C’è ancora una presenza luterana nel Friuli Venezia Giulia e nel Nord Est?

C’era un tempo una comunità luterana a Gorizia e in Istria a Pola; tuttavia dopo i capovolgimenti novecenteschi entrambe le comunità sono scomparse. Ne rimane a Gorizia la chiesa evangelica metodista. In Croazia oggigiorno c’è una comunità luterana a Zagabria per esempio. I più vecchi luterani in Italia risalgono a Venezia, nel 1650; poi c’è quella di Trieste, la seconda più antica, intorno a 100 anni dopo. La chiesa stessa di Largo Panfili è l’edificio di culto luterano più grande in assoluto in Italia.

Com’è il senso del ‘religioso’ all’interno della comunità luterana di Trieste?

In Germania la mia comunità di maggiori dimensioni contava 850 membri; però di questi solo 15 frequentavano il culto. Qui invece solitamente vengono tra i 15 e i 25, nonostante ufficialmente ci aggiriamo sui 160. Pertanto la partecipazione è maggiore, la comunità è molto più coesa e attiva. C’è un forte senso della ‘storia’ della comunità.

[Classe 1983, nato a Bucarest, Andrei Popescu ha compiuto gli studi di teologia in Germania, con un anno di studio a Roma. È stato poi praticante in Svezia, dove è stato ordinato Pfarrer Luterano. Pastore da sette anni, Popescu prima di giungere a Trieste gestiva tre comunità a Kassel, nel cuore della Germania.
La comunità evangelica luterana di confessione augustana ha sede in Via San Lazzaro n. 19; la chiesa è contattabile al numero 040 630168 e tramite mail a [email protected]
]

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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