15.03.2024 – 13:09 – “C’è un sostanziale aggravamento della situazione sanitaria a Trieste”. Esordisce così Adriano Sincovich, segretario SPI CGIL, in occasione dell’incontro organizzato questa mattina dal Comitato per la difesa della sanità pubblica a Trieste. Il coordinamento nato due anni per contrastare le importanti modifiche attuate da ASUGI, porta avanti la sua battaglia attraverso dibattiti, assemblee e banchetti con raccolte firme che dureranno fino a maggio, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 ogni martedì e giovedì in diverse zone della città. Sincovich mette in luce quelli che per lui sono i problemi principali nella sanità triestina: le liste d’attesa e i medici di base. In merito alla prima tematica, il segretario diichiara cine sia il risultato dell’incapacità di ASUGI di dare una risposta strutturale alla domanda di accesso ai servizi da parte dei cittadini. In riferimento alla mancanza dei medici di base a Trieste, è intervenuto con dati alla mano Gianluca Festini, ex medico ospedaliero in pensione: “A Trieste mancano 25 medici di base, per un totale di circa 30.000 persone prive del medico di famiglia a cui fare affidamento. C’è gente che in base alle conoscenze o alle posizioni economiche può rivolgersi a strutture private ma ci sono anche coloro che non hanno tale possibilità e di conseguenza non si possono curare, non possono assumere farmaci, non possono seguire visite di controllo né tantomeno screening.”
Una situazione, che secondo Festini era sicuramente prevedibile e intuibile già 5 anni fa, vedendo l’età media dei medici di base. Taglienti le parole della psichiatra nonchè membro del Comitato per la difesa della sanità pubblica a Trieste, Maria Grazia Cogliati: “Da quando è stato preso questo impegno, due anni fa, abbiamo cercato di raccogliere e registrare tutti i disservizi sanitari del capoluogo isontino. Oggi abbiamo deciso di rivolgerci in maniera diretta ai cittadini visto che non siamo stati ascoltati da chi di dovere. La salute è un principio sancito dalla Costituzione che oggi come oggi sta subendo una desertificazione progressiva del servizio pubblico sanitario. Sta avanzando una visione che non ha nulla a che vedere un vero servizio pubblico che mira alla salute e al benessere dei cittadini. È un sistema collassato, vediamo Pronto Soccorsi in crisi, gettonisti pagati in modo indicibile, l’assenza di figure dirigenziali che stilino delle tabelle sui punto critici degli operatori. Il coordinamento si impegna a portare avanti la lotta per difendere il diritto alla salute, approfittando anche del centenario di Basaglia e dell’importanza della legge 833.”
Parole riprese poi da Festini nuovamente: “Tutti coloro che non hanno un medico di base sono costrette a rivolgersi al Pronto Soccorso.” Un focus anche sui centri di salute mentale, come affermato da Tiziana Tomasoni, vicepresidente di un associazione di volontariato per la salute mentale: “Questi centri sono stati dimezzati, da 4 siamo passati a 2, ma non solo, uno tra questi è aperto solo 12 ore. I centri sono anche stati svuotati da numerose attività oltre ad essere portati avanti da operatori che a causa di turni allucinanti si sono disinnamorati del proprio lavoro.”
[c.v.]


