Disagi al volo Londra-Trieste. Un futuro di trasporto aereo da riscoprire

22.10.2023 – 10.36 – Disagio ai passeggeri per il volo Londra-Trieste operato da Lauda, nell’ultimo tratto, sopra le Alpi, con conseguente rinuncia alla discesa finale e instradamento verso l’aeroporto alternativo ritenuto più sicuro, in questo caso Vienna. Lauda, linea aerea fondata dal pilota di Formula Uno e trasformatasi poi commercialmente, nella sua storia, più volte, opera come wet lease – contratto di noleggio che comprende tutte le prestazioni accessorie, incluso equipaggio e manutenzione – di Ryanair già da giugno 2020. Condizioni metereologiche difficili su Trieste, quelle che hanno spinto i piloti e il traffico aereo alla decisione di dirigersi verso l’aeroporto alternativo; è procedura normale, ciascun comandante di un volo di linea ne identifica almeno due della stessa classe di quello di destinazione, solitamente, e l’aereo ha carburante sufficiente per poterli raggiungere in totale sicurezza.

Per quanto riguarda i sistemi di bordo, circa un volo su cinque, negli anni più recenti, ha sperimentato un qualche difetto di funzionamento sufficientemente importante da essere registrato nel diario tecnico: attenzione però, si tratta in larghissima parte di problematiche di piccolissima entità, come l’avionica che richiede il riavvio (un ‘boot’ del computer), la spia di un sensore che non funziona, la sedia del pilota che non si blocca nella posizione corretta. Niente di cui spaventarsi, e al di là del fastidio, pesante nel caso di ieri notte, di dover rientrare in autobus con la pioggia, non c’è niente che metta a rischio i passeggeri stessi: l’aereo rimane di gran lunga il mezzo più sicuro. Ripristinare i sistemi difettosi richiede di norma pochi minuti. Ci sarebbe qualcosa da dire, forse, sulla situazione dei viaggi aerei in generale: complice l’enorme, e in buona parte imprevista, ripresa di domanda post pandemia – si era pensato, nelle analisi economiche fatte, che ci sarebbe voluto più tempo prima che le abitudini di viaggio tornassero quelle di prima, almeno fino a tutto il 2014 – più di un terzo dei voli in Europa, fra maggio e agosto di quest’anno, sui principali aeroporti, sono risultati in ritardo di almeno 15 minuti, con molte cancellazioni. Un trend di guai in crescita costante, oltre il 30 per cento quindi contro un 29 per cento dello stesso periodo del 2022 e, saltando i tre anni di Covid, un 24 per cento del 2019. Che ci sia qualcosa che non va lo confermano quindi i numeri, e sono più fattori: dalla mancanza di personale soprattutto quello di terra, alle difficoltà nella logistica dei trasporti portata dal cambio di situazione geopolitica, al mancato rinnovo tecnologico delle flotte, che pure era previsto ma ha risentito dei contraccolpi dei problemi di Boeing prima con il sistema MCAS e poi con le batterie che s’incendiano. Poi c’è ITA. Un futuro, quello del trasporto aereo, tutto da riscoprire.

 [f.f.] [foto: repertorio Lauda Air in Zagreb Matjaz Nose]

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