Adriatic Sea Summit, D’Agostino: ‘Concessioni delegate all’algoritmo di ART’

22.05.2023 – 14.50 – La Via della Seta, il futuro ‘green’ della logistica, i fondi (e gli utilizzi) per la portualità del PNRR, il ‘nodo’ delle concessioni portuali demandato ad ART e all’algoritmo. Ha toccato, con una molteplicità di temi e attori, tutti i principali argomenti della logistica triestina e italiana l’eventoAdriatic Sea Summit‘ avvenuto oggi, lunedì 22 maggio 2023, negli spazi del Trieste Convention Center del Porto Vecchio. Presentazioni, interventi e due nutrite tavole rotonde organizzate da Il Secolo XIX, Il Piccolo, L’Avvisatore Marittimo e The MediTelegraph.
Alla prima tavola rotonda, intitolata ‘L’Adriatico, crocevia di continenti’, è intervenuto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e presidente di ESPO Zeno D’Agostino che, in risposta alla domanda del moderatore se il porto giuliano stia vivendo un periodo ‘fortunato’, ha replicato che “le fortune si costruiscono, partiamo da questo concetto”. Nello scenario attuale “non c’è nulla di definito, non si può programmare più di tanto”. Infatti “nel momento in cui c’è un evento mondiale [ad. es. il blocco del canale di Suez, crisi Covid, guerra Ucraina-Russia, ecc ecc n.d.r.] lo shock è talmente potente da sconvolgere le economie globali”. Pertanto “occorre costruire sistemi reattivi, bisogna preparare un piano b, c, d“. Eppure anche “in questa imprevedibilità vi sono sistemi che reagiscono meglio, anche a livello logistico”. Ad esempio “un sistema stabile, più reattivo, viene fornito dalle ferrovie“. Queste danno “un importante valore aggiunto, sono un elemento strutturale a livello di logistica mitteleuropea, è una ‘invariante” ha sottolineato con forza D’Agostino.
In risposta a una domanda su come immagini la riforma portuale, D’Agostino ha replicato che la riforma vi è già stata; infatti il meccanismo delle concessioni portuali approvato nelle ultime settimane prevede che queste vengano decise da ART (Autorità di regolazione dei trasporti) con sede a Torino. Una norma sulle concessioni portuali che delega pertanto ad un algoritmo e ad un ente slegato dai porti la decisione della concessione portuale, destinata ad entrare in vigore il 1 gennaio 2024. Trasversale in tal senso, durante l’Adriatic Sea Summit, la preoccupazione delle Authority e degli operatori sulla tematica, potenzialmente capace di depotenziare non solo le Autorità portuali, ma il governo stesso.

È poi intervenuto il presidente di Luka Koper Boštjan Napast che, in risposta a una domanda su quale sia stato l’impatto della guerra Ucraina-Russia per lo scalo capodistriano, ha replicato che “non avevamo trasbordi di particolare rilievo dalla Russia o dall’Ucraina” pertanto “non ha avuto un impatto particolare”. Anzi sono comparse “nuove opportunità nel settore della frutta e della verdura” con risultati, a fine 2022, “eccezionali a livello finanziario”. Nell’insieme “lo sviluppo degli ultimi 10 anni è stato incredibile”; Koper “da solo ha superato 1 milione di container nell’ultimo anno”; complessivamente Koper, Trieste e Rijeka “hanno movimentato 3 milioni di container”. Un carico destinato ad aumentare, perchè “l’Alto Adriatico è una scelta più verde a livello commerciale” e pertanto “c’è potenziale da sfruttare”.
In generale gli investitori “hanno bisogno di un ambiente stabile, sicuro e di chiarezza fiscale”; purtroppo “vi sono molti cambiamenti in atto, non sempre positivi”. Il green stesso “ormai è divenuto una moda” e la Transizione “è una grandissima sfida, come lo stesso trend demografico”.

Il direttore esecutivo del porto di Fiume/Rijeka Denis Vukorepa ha concordato sulla profonda instabilità dei tempi attuali rilevata durante l’Adriatic Sea Summit osservando che “lavoro da 33 anni nell’autorità portuale e ci siamo persino chiesti se saremmo sopravvissuti”. Il porto di Fiume “deve compensare vent’anni di tempo perso” e pertanto “abbiamo dato il porto in concessione ai privati”. La Croazia è stata tra i primi a fornire in concessione ai privati; attualmente il porto ha in sviluppo “un nuovo terminal sull’isola di Veglia” e nello scalo il nuovo “molo Zagabria”.
L’ingresso nell’area Schengen ha portato a “grandi risultati nel turismo” col “35% in più di presenze e il 20% di pernottamenti”; un tempo, ad esempio, “ci volevano giorni per attraversare il confine con l’Ungheria”, ha osservato.
Insomma, ha scherzato Vukorepa, “dopo cent’anni facciamo nuovamente parte del mondo normale”.

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Fulvio Lino Di Blasio interrogato invece sulle ‘famigerate’ navi bianche a Venezia, ha osservato che “la stagione crocieristica c’è” sebbene “con grandi difficoltà a porre insieme parte commerciale e industriale”. Il problema dell’over tourism, secondo Di Blasio, non esiste, perché “le crociere portavano il 2% del turismo di Venezia, quindi niente”.
Sul fronte del traffico commerciale nel 2022 “sono diminuite certe merci a causa di congiunture internazionali, ad esempio la guerra in Ucraina, e scelte nazionali”. Sul fronte (anche della guerra, oggigiorno) dei rapporti con l’Ucraina, Di Blasio ha osservato che Trieste, Venezia e l’interporto di Verona sono già allo stadio attuale “cabina di regia”.
Di Blasio è inoltre favorevole al reshoring, ritenendo che il Napa “permette di uniforme i nostri porti”, presentandosi uniti. Tuttavia, per attirare imprese e investitori, le “ZLS sono una scusa per far venire qualcuno, ma non sono fondamentali”.
Il presidente di Venezia ha condiviso le preoccupazioni triestine per la decisione di delegare le concessioni all’ART, affermando “un soggetto regolatore non può operare scelte di gestione”.

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale Daniele Rossi, responsabile per lo scalo di Ravenna, ha osservato sulla domanda concernente le conseguenze della guerra Ucraina-Russia che “abbiamo perso 1 milione di tonnellate dal mar nero” e il “distretto delle ceramiche di Modena e Sassuolo riceveva le materie prime dall’Ucraina”, era insomma “una filiera strategica”. Tuttavia si tratta di perdite definite sopportabili da Rossi, fermo restando che “avere a che fare col mar nero è più economico, vantaggioso, strategico”.
Anche il presidente dell’Authority di Ravenna ha osservato che “gli algoritmi vanno bene per certe cose, ma non certo per la logistica”, bocciando la delega delle concessioni ad ART.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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