25.01.2023 – 08.30 – Se attrarre investimenti sul territorio sarà un compito richiesto a ogni amministrazione e non un’occasione una tantum, ma una continua necessità, allora sarà necessario avere una classe di professionisti specializzati proprio in questo compito, nel saper presentare il proprio territorio nel miglior modo all’investitore più adatto. È un ruolo sul quale il Friuli Venezia Giulia, qual è tradizione di piccole nazioni (es. Slovenia) e piccole regioni, insiste molto: ‘sapersi presentare’, ‘sapersi vendere’. Ed è tornato nell’occasione dell’evento ‘Selecting Italy – Gli ecosistemi territoriali e la governance per l’attrazione di investimenti esteri‘, durante la tavola rotonda intitolata proprio ‘Il mestiere di attrarre investimenti‘, coordinata non a caso da Lydia Alessio – Vernì, Direttrice generale Agenzia Lavoro & SviluppoImpresa Regione Friuli Venezia Giulia.
Si è scelto infatti di insistere massicciamente sulla “visione di persone che facciano da ponte, da traduttori, da interpreti”, rispettivamente “tra le imprese e il mondo delle procedure insediative locali”. Pertanto “cerchiamo di mettere i nostri territori tra le opzioni dell’azienda straniera” ha spiegato Lydia Alessio – Vernì.
Sono stati a questo proposito individuati tre elementi fondamentali, tre fattori chiave per il successo. Innanzitutto la “marketing strategy“, ovvero “sapere cosa faccio meglio degli altri”, cosa mi differenzia, nel proporre ad esempio il FVG come territorio, dalle altre Regioni. In secondo luogo appare fondamentale “conoscere il mio interlocutore“, cioè avere una “conoscenza del sistema delle imprese”. Infine occorre considerare la “capacità di elaborare dati, di fornire informazioni, di dare risposte a questioni che non ci sembrano strategiche, ma in realtà lo sono“. Le imprese straniere ad esempio chiedono scuole internazionali per i pupilli dei propri dirigenti e delle proprie maestranze specializzate; s’interrogano sulla qualità della vita, sulla presenza o meno dei trasporti pubblici. Tutte domande che fuoriescono con decisione dalla visione, specie italiana, dove conta solo il costo del lavoro e il peso delle tasse.
Onde garantire questi tre “fattori chiave”, serviranno a detta della tavola rotonda “far lavorare insieme persone esperte, ma dalle professionalità molto diverse”, pur nelle ristrettezze economiche della pubblica amministrazione e di un agire a livello ‘locale’.
Insomma, “occorre fare rete, ma solo se abbiamo personale specializzato“.
Quali sono i trend principali, in tema di investimenti stranieri? Il panel ha evidenziato la nascita del “nearshoring, cioè catene di valore più vicine, sicure e sostenibili”, l’importanza della “transizione ecologica” in rapporto al PNRR, cioè banalmente “quanto è importante il PNRR nella nostra offerta” e naturalmente la “digitalizzazione“.
La tavola rotonda ha concluso come sia fondamentale “proporre una comunità professionale con percorsi dedicati per attirare gli investimenti stranieri”, il tutto all’interno di una rigorosa logica di rete. Formazione e interdisciplinarietà, in sintesi.
[z.s.]


