Fuori Tempo. In mostra a Trieste la ‘luce’ di Francesco Candeloro

15.10.2022 – 09.15 – “La luce di ciò che emerge dal buio, riflette e proietta”. Alla galleria planetario di Trieste la mostra “Fuori Tempo” dedicata a Francesco Candeloro, inaugurata nella giornata di ieri e visitabile fino al 15 dicembre in via Fabio Filzi 4 al primo piano, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19. Un’altra “esposizione profondamente contemporanea”, in linea con il percorso artistico e culturale della galleria planetario tracciato negli anni da Livio e Clara Radin, che propone una serie di opere “Fuori Tempo” realizzate in plexiglas colorato, materiale fondamentale adoperato da Francesco Candeloro ponendo al centro luce e colore assieme a forma e segno, ritmo e movimento.

Francesco Candeloro: “L’arte è una visione del tempo e la luce naturale o artificiale, quando attraversa le superfici lucide nelle trasparenze del plexiglas proietta riflessi luminosi, e attraversandole, si espande con ombre colorate e mutevoli nello spazio circostante”.
“La Luce è lo scandire del tempo – aggiunge Candeloro – il sole è elemento determinate nelle installazioni sulle finestre. Il cambiamento della luce modifica la visione dell’opera, sia che si tratti di luce naturale o di luce artificiale. Per me è un confronto illimitato con la natura, è una naturale dichiarazione poetica che il luogo mi ha portato ad esprimere. Una riflessione sul tempo, la luce e i segni che emergono da questi. Il rapporto tra natura, arte e poesia è un rapporto inscindibile che determina il luogo stesso”.

Livio Radin: “La galleria planetario si è dedicata da oltre 45 anni all’Arte contemporanea e oggi si propone ancora come spazio espositivo aperto a proposte artistiche senza confini, a molteplici espressioni di artisti contemporanei sia in ambito nazionale che internazionale. Nel 2022, dopo le esposizioni dedicate a Sergio Fermariello e ora a Francesco Candeloro, seguiranno mostre di Gianni Bertini, icona degli anni sessanta e settanta, del video artista Fabrizio Plessi e del giovane Davide Coltro, a conferma – conclude Radin – dell’atipicità della Planetario a non essere una galleria etichettabile come uno spazio di tendenza solo verso un movimento artistico, bensì come luogo dove presentare e promuovere l’Arte contemporanea con artisti che esprimano diverse tipologie, sia opera pittorica, astratta o figurativa, scultura e video arte”.

b.b

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