22.07.2022 – 11.20 – Il colosso della Wärtsilä ha sottolineato più volte che la chiusura dello stabilimento giuliano non intaccherà il settore della ricerca e della digitalizzazione, anch’esso presente; un elemento certo importante, ma trascurabile a fronte dei lavoratori e del conseguente indotto prodotto dalla fabbrica triestina. D’altronde, se la chiusura è motivata da ragionamenti economici niente affatto nascosti nella dichiarazione ufficiale, l’intrinseca ricchezza della Silicon Valley giuliana rende ancora poco conveniente trasferire anche questa sezione a Vaasa. Tuttavia non è affatto certo che, a propria volta, le istituzioni scientifiche locali vogliano continuare a collaborare; e la prima crepa in tal senso giunge da una comunicazione ufficiale dell’Università degli studi di Trieste che esprime “profonda preoccupazione per la chiusura dell’impianto”. Pertanto “La nostra sentita solidarietà va alle centinaia di lavoratori e di famiglie che saranno colpite da questa decisione”.
UNITS avverte che “Nonostante l’azienda abbia espresso la volontà di mantenere a Trieste le divisioni Service e Ricerca & Sviluppo, non possiamo non esprimere la nostra forte preoccupazione per il futuro della partnership di UniTS con Wärtsilä e per le eventuali conseguenze sulla formazione e sull’occupazione anche dei nostri laureati”.
[z.s.]


