Genetica, UNITS svela il (sommerso) legame tra cannella e vini rossi

24.06.2021 – 12.05 – L’Università degli studi di Trieste, in collaborazione con l’ospedale materno infantile Burlo Garofolo, ha aggiunto un nuovo tassello a quell’inesplorato mosaico che è la genetica dell’olfatto. In quale misura essere “figlio di” influisce su come il nostro naso sente gli odori ed è maggiormente sensibile a una determinata fragranza rispetto ad un’altra? E in quale modo questa preferenza a sua volta influisce sulle nostre scelte alimentari?
Lo studio, condotto da un team del prof. Paolo Gasparini, ha svelato la connessione genetica tra un recettore dell’olfatto, la percezione della cannella, e l’amore per i buoni vini rossi, i quali contengono la “cinnamaldeide”, la sostanza che dà origine a sentori di cannella. In altre parole la capacità o meno di apprezzare e sentire la cannella dipenderebbe strettamente da ragioni genetiche. La scoperta che ha anche risvolti “alimentari”, è stata inclusa da Elsevier, casa editrice della rivista Food, Quality & Preference, principale editore mondiale in ambito medico e scientifico, nella newsletter periodica che presenta gli studi più interessanti ai giornalisti di tutto il mondo.

Il professor Paolo Gasparini, ordinario di genetica medica all’Università di Trieste, responsabile del servizio di genetica medica e direttore del dipartimento dei servizi di diagnostica avanzata presso l’IRCCS Burlo Garofolo, studia da anni la genetica degli organi di senso, insieme al team di ricercatrici Maria Pina Concas, Anna Morgan, Giulia Pelliccione e Giorgia Girotto. Le preferenze alimentari individuali sono influenzate da molti fattori come la cultura, la disponibilità di cibo e la genetica, che analizza come i geni coinvolti in queste funzioni determinano la capacità percettiva. Tra i fattori genetici, un esempio significativo riguarda il gene TAS2R38, determinante per le differenze individuali nella percezione del gusto amaro. In particolare, è noto che le variazioni del gene TAS2R38 determinano le preferenze per diversi cibi amari come le verdure brassiche, le bevande alcoliche, ma anche i cibi piccanti, i dolci e i grassi aggiunti. Pertanto la preferenza o meno per un gusto amaro è totalmente genetica, slegata da personali preferenze.

La genetica dell’olfatto rimane un campo di studio ancora inesplorato, nonostante sia una funzione che svolge un ruolo (anche sociale) fondamentale: capire il suo funzionamento avrebbe implicazioni importanti, ad esempio nello trattamento delle malattie neurodegenerative, come Parkinson e Alzheimer.

Nello studio di Università di Trieste e IRCCS Burlo Garofolo viene descritta un’associazione significativa tra il riconoscimento degli odori della cannella e la variante rs317787, situata in un gruppo di geni di recettori olfattivi. Sulla base di questi dati, i ricercatori hanno replicato l’effetto della stessa variante (rs317787) sull’identificazione degli odori della cannella ed è stata esaminata ogni possibile associazione con il gradimento del vino, che quando invecchiato in botti di legno è caratterizzato da aromi di cannella.

L’analisi è stata condotta su un campione di 2.374 individui italiani provenienti da “isolati genetici”, cioè piccole comunità geograficamente isolate dove è presente una certa omogeneità genetica. Questi individui sono stati sottoposti a un test olfattivo per analizzare la funzionalità olfattiva rispetto all’odore della cannella e poi a un questionario riguardante il gradimento del vino bianco e rosso. L’analisi dei risultati ha confermato che l’allele rs317787-T è associato a una migliore identificazione della cannella e, allo stesso tempo, a un maggiore gusto per il vino rosso.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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