14.06.2021 – 08.30 – Il primo anticorpo monoclonale “made in Italy” verrà sperimentato per la prima volta proprio a Trieste, nell’Ospedale di Cattinara. Dopo i promettenti risultati del vaccino nazionale ReiThera, al quale si era sottoposto anche il concittadino Riccardo Illy, la città continua a essere all’avanguardia della scienza medica. Un ruolo storico in realtà, considerando come la città fosse terreno di sperimentazioni mediche dall’ottocento, quando qui giungevano le ultime novità dalla “famosa” scuola di Vienna, in particolar modo dalla scuola di anatomia patologica.
Lo studio che ha condotto alla fabbricazione del monoclocale italiano ha individuato in primis l’anticorpo maggiormente efficace tra quelli prodotti dall’uomo in risposta all’aggressione Covid; secondariamente si è progettato una catena di produzione dell’anticorpo low cost. I monoclonali risultano allo stadio attuale molto costosi e difficili da iniettare; nel caso invece del monoclonale italiano basterebbe un’iniezione intramuscolare e i costi risulterebbero contenuti. Come nel caso del ReiThera il vantaggio non consisterebbe solo nell’avere uno strumento medico in più, ma uno che sia italiano, “locale”, senza dover dipendere dai capricci delle grandi realtà farmaceutiche.
Secondo quanto scrive Il Piccolo, la sperimentazione, condotta nel reparto di Pneumologia sotto la guida del prof. Marco Confalonieri, prevede venti fiale iniziali pronte per i volontari. Chi è stato inserito nel progetto di sperimentazione e ha ricevuto un tampone positivo contatterà il reparto di Pneumologia che gli somministrerà il monoclonale. Attualmente la Fase 1 svolta alla Spallanzani non ha dato risultati avversi; e c’è grande attesa per la Fase 2 “triestina”.
Per dare il proprio consenso gli interessati potranno contattare la Pneumologia di Cattinara per ricevere tutte le informazioni necessarie a decidere se partecipare allo studio: telefono 040 3994667 oppure via mail [email protected]. Dopo la somministrazione i volontari saranno sottoposti ad approfonditi esami e, nei giorni successivi, a un attento monitoraggio da parte dei medici, in ospedale o a casa.
[z.s.]


