16.05.2021 – 09.01 – L’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa hanno ufficialmente annunciato di essere disponibili, previo iter burocratico, a cedere il parco di Villa Necker al Comune di Trieste, affinché ridiventi, com’era durante il secondo dopoguerra, patrimonio collettivo della cittadinanza. I tentativi di riaprire il parco erano in atto dallo scorso autunno 2020, quando le elezioni comunali ancora non erano state rinviate alla fine del 2021; ma questo è il primo segnale di un concreto passo in avanti per riottenere il parco, il quale nel frattempo aveva raccolto qualche migliaio di firme con una petizione su Change.org.
La villa, in origine proprietà di Antonio Cassis Faraone a fine settecento, passò poi a Teodoro Necker (1824) il quale a sua volta la rivendette a Vienna che la trasformò nel Comando della Marina Militare; un ruolo di rappresentanza delle forze armate che è poi rimasto tra Austria, Germania e Italia nel corso del ‘900, fino all’attuale Comando militare dell’Esercito “Friuli Venezia Giulia”.
Il primo passo, dopo questa dichiarazione di disponibilità, consisterà nella dismissione del bene da parte del Ministero della Difesa e alla sua riconsegna all’Agenzia del Demanio. Il Parco verrà poi suddiviso tra Stato e Comune; teoricamente a Palazzo Gheba andranno due campi da tennis, un palazzo con bagni e spogliatoi e l’intero parco, da tempo trasformatosi in una selvaggia selva.
[z.s.]


