15.05.2021 – 10.10 – Cappuccino e brioches a quattro euro, pranzi all you can eat a ventidue, coperto e ammazzacaffè a cinque: un rialzo nei prezzi delle attività della ristorazione che, considerata l’incertezza, la limitatezza dei ristori e l’impossibilità a lavorare – soprattutto se sprovviste di spazi esterni – stanno ritoccando i prezzi al rialzo. “Si tratta di una ripartenza lenta” ha spiegato Federica Suban, presidente della Fipe di Trieste, “manteniamo la situazione monitorata”. A seguito di un vertice Fipe, racconta Suban, che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, l’accordo preso con gli associati, considerato che il potere d’acquisto della clientela non è più forte come un tempo, era quello di mantenere i prezzi invariati, tant’è che “le persone da noi intervistate avevano comunicato non ci sarebbero stati aumenti”.
A tutti gli effetti però gli aumenti ci sono stati, e ci si chiede se alcuni ristoratori, obiettivamente affaticati dalla ripartenza a rilento, non si stiano rifacendo sull’ultimo anello della catena, la clientela. Il rischio è “un ulteriore contrattura dei consumi” ha dichiarato Fipe, “già evidente a causa della mancata possibilità di esercitare l’attività al cento per cento, è chiaro che qualcuno ha però ritoccato i prezzi, questo sicuramente”. Un tema che Fipe aveva “già preso in considerazione” ha assicurato Suban, “una valutazione che avevamo già fatto a dicembre, senza però notare aumenti importanti. Il consumatore finale, in questo momento, non è un consumatore con un potere di spesa importante. Il rischio è quindi un ulteriore contrattura”. Ci si aspetta perciò a breve “una valutazione. Capiremo se a livello nazionale ci sono indicazioni in questo senso e sarà uno strumento di riflessione importante, perché qui si rischia un effetto boomerang”.
Altro importante tema di cui si è discusso nelle scorse settimane è quello del consumo al bancone: entro oggi, sabato 15 maggio, Fipe attendeva delucidazioni riguardo quella norma contenuta nell’ultimo decreto legge che lasciava, forse, troppa libertà di interpretazione. L’appuntamento per il confronto in questo senso è stato spostato al 17 maggio, quando finalmente la Federazione italiana pubblici esercizi di Trieste avrà sufficienti elementi per chiarire questo punto una volta per tutte. “L’impossibilità di consumare al banco verrà appunto chiarità e speriamo di avere delle risposte positive in questo senso” ha raccontato Suban, “soprattutto per quanto riguarda alcune attività come ad esempio gli autogrill, dove ci si reca proprio per consumare in velocità e ripartire”.


