Carburanti: vendite record per i benzinai di Trieste

07.01.2020 – 09.15 – Fra le molte categorie che soffrono le restrizioni dovute alla pandemia, quella dei benzinai è una delle poche che in questo strano periodo riescono a respirare.
La chiusura dei confini da parte della Slovenia, avvenuta alla fine di ottobre, ha di fatto costretto gli automobilisti a fare rifornimento in Italia. Ma l’emorragia dei pendolari di benzina e gasolio aveva iniziato a rallentare già dalla fine di agosto, quando l’azione combinata dovuta all’aumento dello sconto da parte della Regione e la parallela diminuzione di qualche centesimo sul prezzo al litro delle compagine petrolifere, aveva avvicinato il costo del pieno a quello sloveno.
Così, secondo i dati presentati dall’assessorato regionale all’ambiente e territorio, in provincia di Trieste nel trimestre settembre – novembre le sole vendite di gasolio sono praticamente raddoppiate, passando dai 544.300 litri erogati nel 2019 agli 1.064.499 litri dell’anno in corso, pari a un significativo +95,6% rispetto allo stesso trimestre del 2019. Meno eclatante la percentuale di crescita per quanto riguarda la benzina, le cui vendite sono aumentate solo del +12,4%: in questo caso i litri venduti sono passati da 3.300.193 a 3.708.820.

Rimangono ancora da valutare i dati di dicembre, non ancora in possesso degli uffici regionali, ma le cifre del venduto nell’ultimo mese dell’anno non dovrebbero discostarsi troppo da quelle registrate nei tre mesi precedenti. Il trend, in continua crescita a partire dalla fine di agosto, ha avuto un’impennata dal 26 ottobre, quando la Slovenia optò per la chiusura – seppure in una modalità più morbida rispetto a quella della scorsa primavera – dei propri confini. Niente blocchi di cemento ai valichi, questa volta, ma il rischio di vedersi appioppare una multa di oltre 400 euro per andare “di là” a fare il pieno era alta. Da qui la decisione assunta da molti triestini di rispolverare le vecchie tessere regionali. Uffici della Camera di Commercio presi d’assalto e, quale conseguenza, file ai distributori nostrani. Che nel frattempo avevano registrato già a settembre un +15,4% di venduto sulla benzina e un cospicuo +82,5% sul gasolio. Più moderato l’aumento di ottobre, con la benzina che ha registrato un +8,5% mentre il diesel si è assestato sul +81,9% rispetto all’ottobre 2019. Il boom, almeno per quanto riguarda il gasolio, lo si è avuto in novembre, con un +124,2% di vendite alle quali si contrappone il +13,7% per la benzina.

Il timore per il futuro del comparto è che tali aumenti nelle vendite di carburante siano solo un fuoco di paglia: se il Governo non si farà carico dei 20 milioni garantiti finora dalla Regione per avere i supersconti di 29 e 14 centesimi al litro, rispettivamente per benzina e diesel, e con la probabile riapertura primaverile dei confini con la Slovenia, la Regione potrebbe tornare presto alla vecchia scontistica, determinando di fatto un contraccolpo di non poco conto per i benzinai delle province di Trieste e Gorizia.

g.p

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