Camminando sulle acque del golfo con Briciole! (zona di Levante…da Lazzaretto a Ponterosso)

24.11.2020 – 13.00 – Ebbene sì…ci ho preso gusto! Dopo aver iniziato a raccontarvi Trieste attraverso i suoi rioni, ho pensato tra me e me, perché non provare a camminare sulle acque del suo golfo? Vabbè dai… sulle sue coste! Misticismo va bene…blasfemia meglio di no! Non so da dove mi sia balenata questa idea, non sono certo una “sariandola” tipica, io al mare ci vado all’alba o al tramonto, in pratica quando gli altri arrivano io vado via, quando gli altri vanno via io arrivo!
Il rapporto con l’acqua salata è ottimo, quello con il sole cocente molto meno! Diciamo che lo faccio per voi, maniaci dell’abbronzatura, adoratori della pelle color cuoio, del tocieto uber alles, tocieto che io ho sempre più accostato alla polenta e spezzatino, piuttosto che al bagno in mare! Lo faccio per farvi assaporare un po’ della vostra stagione preferita, ora che l’anno volge al desio, fingendo sia stato un anno normale! Golfo triestino zona est… dunque!

Là, subito dopo il confine del Lazzaretto, dove tutto diventa tricolore, c’è una lingua di terra che corre parallela al campeggio, più che a una spiaggia assomiglia a una salina. Il mare è una tavola blu, nel senso che puoi trovarci qualche pezzo colorato di laminato plastico, spazzato via dal temporale dopo l’ultima grigliata dei campeggiatori!
Se vai a fare un tuffo ristoratore alle 5 del mattino a gennaio puoi persino intravedere il fondale, se ci vai in un afoso pomeriggio di luglio puoi fare i fanghi! Un po’ più in là, passato il bagno militare, trovi un pezzo sabbioso per i camminatori nostalgici delle sterminate distese veneto-romagnole.
Ancora un po’ più in là, dopo la curva della antica strada romana e dei suoi reperti storici, lì dove puoi nuotare fianco a fianco con le petroliere, il mare diventa improvvisamente scuro e profondo!

È il luogo preferito dai pescatori mattinieri e dai “tiratardi” notturni, dall’altro lato della pericolosissima strada pullulano i baracchini per bibite ristoratrici! Qualche passo più in là si arriva a una zona che è stata a lungo interdetta al pubblico a causa del terreno inquinato, o meglio interdetta prima sì, poi no, poi di nuovo sì, poi ancora no, senza soluzione di continuità! Non si è mai capito se fosse una precauzione eccessiva, anche se i branzini con le piume e tre occhi che vi si pescavano potevano darci un indizio! Più avanti, proseguendo verso la metropoli giuliana, dopo un paio di spiagge caratterizzate da ciottoli gentili come scarti di lavorazione di cave di porfido, si arriva a quelle che una volta erano chiamate volgarmente le piastre!
Qui il restyling è stato perfetto, se si esclude una rampa per disabili che nei giorni di bassa marea presenta un salto nel vuoto degno di una piattaforma da competizione olimpica! Subito dopo incontriamo il molo T, raccoglitore di tanti ricordi giovanili; ristrutturato pure quello, non ci fa più assaporare quello spirito di sfida alla morte che provavi avventurandosi su di esso anni fa, tra tavole di legno marce o mancanti, che presagivano l’apertura di implacabili botole sull’ignoto!

L’ultimo pezzo di cemento balneabile, impreziosito ora da gonfiabili per bimbi piccoli e bimbi-minkia, sorge fronte all’ex bagno della Polizia, ormai in stato d’abbandono pluriennale assieme alla sua bella piscina, croce e delizia di piccoli flirt adolescenziali! Dopo una serie di muretti a strapiombo sul mare e sui suoi massi zeppi di cozze, dove, sprezzanti del pericolo, si abbronzano fachiri aspiranti suicidi, si arriva al complesso di Porto San Rocco! Alla fine dei moli, che pullulano di yacht da emiri arabi, si scorgono delle spiaggette chiuse ermeticamente da cancellate, in modo che la plebe non si possa mischiare con l’alta società! Lì però è vietata la balneazione, o forse è solo riservata ad armatori milionari, ubriachi marci di Dom Perignon, che nelle notti di luna piena puoi sentire precipitare in acqua, con tonfi più o meno sordi a seconda della corporatura, dalle loro golette ormeggiate! Passato lo storico, ma sempre carino, bagno San Rocco, l’originale, c’è un pezzetto di spiaggia libera, che si affaccia fronte mare sulla città, sulle sue bellezze e le sue bruttezze, e dall’altro lato sulla strada, roba da far invidia al Ponente barcolano!

Dopo le calli muggesane, il suo gradevole porticciolo e i ristorantini di pesce affacciati sul mare, dove qualche volta pure i prezzi assomigliano a quelli veneziani, si arriva nella zona del molo Balotta, meta ambita dai camperisti timidi dai tragitti brevi e impreziosita dalle chiare, fresche, dolci acque del Rio Ospo, una specie di Fiume Giallo cinese in miniatura, ma con più scarichi fognari! Al suo estuario è stato fortificato Fido Lido, e pensate che persino i Golden Retriever hanno scioperato a causa del colore dell’acqua! La zona balneabile del levante estremo ormai è praticamente esaurita! Dopo il ponticello sul Rio Ospo inizia la zona industriale, prima l’ex raffineria de l’Aquila, poi un po’ di stabilimenti affacciati sul mare, il canale navigabile, la parte antistante la Ferriera, il depuratore con le sue essenze profumate, scalo legnami, dove l’originale ordinanza di qualche mese fa avrebbe voluto impormi il tuffo vicino a casa, poi la Sertubi, la Cartubi, l’Arsenale San Marco con la torre del Lloyd, i vari moli del porto merci, giù giù fino ai due bagni cittadini, che per sfizio farò rientrare nella riviera di levante, anche perché la seconda parte del racconto, riguardante il ponente, sembra decisamente più affollata! L’Ausonia, quindi, coi suoi pontili fragili, la sua piscina che io ricordo più per le sfilate di Miss maglietta bagnata e per i clanfini di Cosolini che per i rarissimi bagni che vi ho fatto, i suoi gradoni da stadio, stabilimento originale, anche se ho sempre preferito ballarci che nuotarci!

Il gran finale di questa prima parte descrittiva delle spiagge triestine spetta di diritto all’istituzione principe della balneazione triestina: il bagno “La Lanterna”, per gli amici e soprattutto le amiche, Pedocin! L’unica grande muraglia europea esistente dall’abbattimento del muro di Berlino, studiata persino da ingegneri e architetti di Trump, come spunto per la costruzione del muro al confine messicano! Vi staziona, praticamente quasi tutto l’anno, con temperature oscillanti tra i -10 e i 45 gradi, la fauna balneare cittadina, socialmente divisa! Da una parte l’élite femminile, le donne dalla pelle a tre strati, quelle che non temono nemmeno le tempeste solari, le campionesse del burraco e del pettegolezzo, che fantasticano ad alta voce sui bicipiti del bagnino di turno, quelle con la voce squillante di una cantante lirica in acido, quelle della tetta libera dai 18 ai 99 anni! Aldilà del muro soggiorna la timida enclave maschile dei ballisti e brontoloni cronici, quelli che tengono alto il morale della truppa, confessando le loro tattiche di corteggiamento su come conquistare una venticinquenne modella attratta dalle vene varicose e, nelle pause, disquisiscono di politica, medicina e soprattutto ingegneria cantieristica! È l’unico posto al mondo dove il marito può ignorare la moglie per ore, senza subire un cazziatone! Siamo in pieno centro, più in là, dopo le barche addormentate in sacchetta, Eataly, l’acquario, il salone degli incanti (ex pescheria), la stazione marittima c’è il famoso molo Audace!

Qualche volta ho sognato di farci un tuffo, ma per evitare l’arresto l’unico modo per farlo sarebbe stato andarci a fare la famosa foto per “Il Piccolo” in un giorno di bora a 130! dopo il canale di Ponterosso e la zona del Porto Vecchio, con qualche spiaggetta improvvisata in mezzo a rottami e elettrodomestici abbandonati, una citazione spetterebbe di diritto al Bagno La Diga, potenzialmente un fiore all’occhiello che non è mai riuscito a sbocciare; io però almeno una volta ci sono stato e posso dire “io c’ero!”! Un dovuto accenno al Bagno Ferroviario, che mi ha sempre attratto, ma di cui non so praticamente nulla poiché non ci sono mai entrato, ma qui siamo già nel ponente triestino ed è subito riviera di Barcola, ma direi che per oggi può bastare! La seconda parte è prevista per venerdì, e anche lì vi prometto che ne vedremo delle belle, beh… alcune persino bone!

[M.L.]d

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