Trieste Science+Fiction festeggia vent’anni con una line up “fotonica”

22.10.2020 – 14.31 – 30 proiezioni live, 63 proiezioni online, 2 spettacoli teatrali, 2 maratone di 5 incontri a tema scientifico, 5 anteprime mondiali, 4 anteprime internazionali, 5 anteprime europee e ben 36 anteprime italiane. Il tutto con cortometraggi, documentari e film provenienti da 25 diversi paesi, tra i quali 16 europei e 9 extra europei. Senza dimenticare l’offerta di un’intera serie tv di 8 episodi. Trieste Science+Fiction, nell’occasione di un 2020 pandemico il quale ne minacciava l’esistenza, rilancia la sfida e anzi “raddoppia”: passando a una modalità ibrida che si arricchisce di contenuti e qualità. La presentazione, avvenuta oggi giovedì 22 settembre 2020 negli spazi del vecchio Cinema Ariston, dove dominava lo sguardo dell’astronauta dei Van Orton nel nuovo manifesto, ha presentato a grandi linee un programma variegato e complesso. A meno che futuri DPCM non lo impediscano, Trieste Science+Fiction Festival si terrà regolarmente dal 29 ottobre al 3 novembre, con alcune anticipazioni e progetti futuri, specie nella forma di mostre e spettacoli.

Passare online? “Una naturale evoluzione”

Daniele Terzoli, presidente della Cappella Underground, ha spiegato come il Festival, per la prima volta, si sposti (anche) online: un passaggio che in realtà si desiderava compiere da tempo, d’altronde contenuto nell’aggettivo “scientifico” del titolo. Una “naturale evoluzione” che permetterà di ampliare, come dimostrato da ESOF2020, tanto l’offerta di film, quanto la platea di spettatori, raggiungendo clientele extra regionali e internazionali. Eppure, replicando quel modello ibrido sperimentato con tanto successo dall’EuroScience Open Forum, non si rinuncia alla centralità della sala cinematografica. Attraverso la doppia formula del Teatro Miela e del Cinema Ariston, in un formato “compact”, Trieste Science+Fiction si svolgerà anche in presenza.
Il cinema rimane illuogo essenziale per la visione dei film“. Ora più che mai.

Le chicche da non perdere

Massimiliano Maltoni ha invece ricordato le difficoltà incontrate per non rinunciare a quest’edizione storica, ringraziando la Cappella Underground che “ha dato il tremila per cento delle sue energie” inseguendo il rincorrersi legislativo dei DPCM. Per il mondo delle fiere, dei festival, dei teatri e dei cinema è una situazione d’inferno; ha confessato infatti che “i mercati online hanno surrogato quelli in presenza, ma francamente non basta, non è sufficiente“. In uno scenario drammatico che non può non ricordare per chiunque legga fantascienza una “distopia perfetta”.
Eppure, cercando di trarre il meglio dalle circostanze, la modalità ibrida ha permesso di avere molti più film, documentari e cortometraggi del passato: una line up davverofotonica” che va incontro davvero a tutti i gusti, dai più schizzinosi ai bulimici delle maratone cinematografiche.
In particolare Maltoni ha elencato “alcuni assi che escono dal nostro mazzo truccato”, alcune chicche che nessuno si può perdere.
Si parte con “Archive” di Gavin Rothery: una rivisitazione del mito di Frankenstein concepita dal designer che affrescò i paesaggi lunari di “Moon” (2009) di Duncan Jones.
Si prosegue con l’amatissimo “Skylin3s“, terzo capitolo di una saga molto seguita dai nerd triestini, presentata in anteprima mondiale.
La fantascienza è ancora ben viva in Russia che presenterà una tripletta di film: “Coma” di Nikita Argunov, sci fi lisergico e visionario, “The Blackout” di Egor Baraov, fantascienza raffinata alla sua massima purezza, “Sputnik” di Egor Abramenko, un “Alien” declinato in chiave sovietica.
Tra gli elementi di maggiore interesse la progressiva scomparsa del cinema americano, a favore di una carrellata di film che sembra (finalmente!) abbracciare il continente eurasiatico, andando dal “Jumbo” della belga Zoé Wittock, al norvegese “Mortal” di André Øvredal, al coreano “Peninsula” di Yeon Sang-ho.

Non di soli film vive l’appassionato di sci-fi…

Non solo film e cortometraggi, tuttavia, perchè il Trieste Science+Fiction presenterà anche diverse mostre a tema: tutti già conoscono la “Tergeste Futuraospite della Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio, ma ne seguiranno tante altre tra ottobre e novembre.
Il Buco Noir“, ospite presso la Mediateca della Cappella Underground, è frutto di una collaborazione inedita con il bookbar Knulp che presenterà le tavole originali di una storia sci fi del disegnatore Stefano Zattera.
Mentre il Magazzino delle Idee di Trieste prosegue la tradizione di rassegne fotografiche con “Malkovich Malkovich Malkovich! Homage to Photographic Masters“: 61 ritratti del fotografo USA Sandro Miller, dove l’attore John Malkovich si mette in posa per ricreare personaggi e scene della storia dell’arte e del cinema. Un progetto straniante, surreale, sfoggio di tecnica fotografica.
Infine, per chi frequenterà il Teatro Miela durante il Festival, sarà possibile ammirare la fantascienza psichedelica, che ricorda le vetrate di una chiesa medievale, dei designer torinesi Van Orton. Mentre chi visiterà il Cinema Ariston avrà modo di ammirare vent’anni di manifesti dello storico appuntamento “sci fi”: dalle prime locandine d’inizio millennio proseguendo fino all’oggi. Un omaggio, in attesa di tempi migliori.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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