04.09.2020 – 21.09 – Ripartono, pian piano e inevitabilmente sottotono, le manifestazioni culturali e le grandi fiere; non tutto dal punto di vista della comunicazione si avvia però per il verso giusto e dopo le proteste relative alle difficoltà di accesso alle manifestazioni sportive arriva anche la protesta di Assostampa Friuli Venezia Giulia legata al rifiuto da parte dell’ufficio stampa di Pordenonelegge di accreditare alla prestigiosa manifestazione regionale i fotografi – che non sono privati cittadini dotati di fotocamera o telefono cellulare, ma persone preparate e giornalisti a tutti gli effetti. ‘Colpa del Covid’, naturalmente; Assostampa non ci sta.
“I fotografi”, scrive Assostampa nella nota diffusa, “sono giornalisti a tutti gli effetti. Dunque non è accettabile alcuna discriminazione, nemmeno con le motivazioni dettate dalla situazione eccezionale che stiamo vivendo da mesi, nei confronti di chi fa giornalismo per immagine. Non è ben chiara, a dire il vero, la email arrivata in questi giorni dall’ufficio stampa di Pordenonelegge, prestigiosa manifestazione che si svolge da anni nel Friuli Venezia Giulia. Leggiamo nella nota: ‘Non sono previsti posti in piedi, per questa ragione non sarà possibile, quest’anno, l’accreditamento dei fotografi’. Ben consci delle difficoltà di questo periodo, non si comprende il motivo per il quale, se da un lato è giustamente possibile l’accreditamento dei giornalisti della parola scritta, dall’altro si vieta l’accreditamento e dunque l’ingresso ai giornalisti fotografi. Dovrebbe essere chiaro a tutti, uffici stampa compresi, che non c’è differenza fra chi usa la parola scritta e chi utilizza la macchina fotografica nel lavoro quotidiano di giornalista. Se invece, come immaginiamo, il testo è causato dalle numerose richieste da parte di fotoamatori, appassionati e quant’altro, forse sarebbe stato meglio sottolinearlo nel testo stesso e agire di conseguenza. È chiaro infatti che, anche nei festival e nelle manifestazioni di vario tipo si tengono nel Friuli Venezia Giulia i giornalisti fotografi si muovono comunque con tutte le attenzioni e prudenze del caso, visto il difficile periodo che stiamo affrontando. Per questo Assostampa Fvg chiede agli organizzatori della manifestazione di ripensare quello che di fatto diventa un’inaccettabile discriminazione nei confronti dei giornalisti fotografi e una limitazione del diritto di cronaca”.
Un problema, quello del rifiuto degli uffici stampa e delle organizzazioni di dar spazio ai fotografi alle manifestazioni, ai concerti e agli eventi, che si sta ormai facendo strada da qualche tempo, e che pure sarebbe di semplice soluzione: limitare l’accesso all’evento a chi è effettivamente professionista con partita Iva o dipendente, oppure è iscritto all’Ordine dei giornalisti e ha la richiesta d’accredito di un direttore di testata. A volte, però, l’amico costa meno, e le foto all’organizzazione arrivano gratis o quasi; e così, un’attività che richiede grande professionalità e sensibilità pian piano muore, e un pezzo del diritto di cronaca se ne va per davvero.
[r.s.]


