23.07.2020 – 09:00 – Con un decreto interministeriale, sottoscritto dai ministri dell’Agricoltura, Sviluppo economico e Salute a Roma all’assemblea Coldiretti, arriva il via libera all’etichetta con l’indicazione di provenienza su salami, mortadella, prosciutti e culatello “per sostenere il vero ”Made in Italy” e smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana”. Questo è quanto annunciato dal presidente della Coldiretti nazionale Enrico Prandini; sottolineato con grande favore anche da Coldiretti FVG. “Si tratta dell’ultimo atto in termini cronologici di una battaglia che da anni l’Italia sta combattendo, spesso in totale solitudine, presso le istituzioni comunitarie per conquistare una maggiore trasparenza sul mercato dei prodotti alimentari, freschi o trasformati che siano” – ha dichiarato il presidente della Coldiretti regionale Michele Pavan ricordando il percorso iniziato nel 2002 con la carne bovina e seguito nel 2003 dall’ortofrutta, nel 2004 da uova e miele, nel 2005 dal latte fresco e ancora da carne di pollo, riso, grano per la pasta, latte a lunga conservazione e latticini, fino al 2018 con le conserve di pomodoro.
Il decreto sui salumi prevede che in futuro i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative al paese di nascita, di allevamento e di macellazione degli animali, con utilizzo della dicitura “100% italiano” solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.
“Si presuppone infatti – ha continuato Pavan – che il consumatore, nel momento in cui acquista, per fare un esempio, il prosciutto di San Daniele, lo faccia a ragion veduta, facendo affidamento sul disciplinare di provenienza della Dop che regola anche la provenienza della materia prima e le fasi di trasformazione. Le nuove disposizioni – ha proseguito – riguarderanno comunque una infinità di altri prodotti tradizionali italiani senza Dop; non solo prosciutto, ma anche salame, soppressa, mortadella, ossocollo, non soggetti a certificazione, ma che nel loro complesso sviluppano un mercato di quasi 20 miliardi di euro all’anno a livello nazionale“.
“Riteniamo che i nostri allevatori di maiali trarranno non poco vantaggio dalla normativa vista la crescente attenzione con cui il consumatore guarda all’origine del prodotto alimentare – ha aggiunto il presidente – e se è vero che in Italia entrano ogni settimana giungono dall’estero tra gli uno e 2 milioni di cosce per essere trasformate in prosciutti, e se tre prosciutti su quattro venduti nel nostro Paese sono ottenuti da carni straniere, al di fuori del circuito delle Dop e senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta, è evidente che i margini di miglioramento sono molto ampi” – ha concluso Pavan.


