15.07.2020 – 08.00 – L’Austria continua ad aumentare le nazioni dai quali è vietato arrivare in aereo, passando dai paesi in via di sviluppo già nel mirino dell’Unione Europea, agli stati dei Balcani. In controtendenza tuttavia rispetto ai (cattivi) rapporti diplomatici di marzo e aprile, l’Italia vede un trattamento privilegiato: persino la Lombardia è stata ammessa tra le regioni italiane considerate “sicure” da Vienna.
Sei nazioni nei Balcani occidentali, oltre a Romania, Bulgaria, Moldavia ed Egitto sono state incluse nella lista degli “infetti”. Il ministero della Salute austriaco ha dunque aggiunto dieci nuovi paesi, a causa degli alti livelli di infezione da Coronavirus, e mantenuto gli otto già presenti: Bielorussia, Cina, Gran Bretagna, Iran, Portogallo, Russia, Svezia e Ucraina. Sono in vigore eccezioni per i voli che trasportano merci, per gli austriaci in via di rimpatrio, per operatori sanitari o lavoratori agricoli.
Intanto, come avviene in Italia e in Francia, il Covid-19 stravolge la politica locale: dopo aver assistito a un aumento dei consensi nei mesi di lockdown – in maniera non dissimile da Conte e Macron – il cancelliere Sebastian Kurz perde nuovamente terreno a favore del Presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen i cui sentimenti verso l’Italia sono maggiormente concilianti.
L’economia austriaca invece vacilla, ma sembra complessivamente reggere: è stato previsto un crollo del Pil del 7,1% a cui seguirà invece una risalita nel 2021 pari al 5,6%. L’Italia al confronto non se la cava meglio, con un previsto crollo del Pil dell’11,2%; rimangono però in tutti i casi stime catastrofiste che potrebbero avverarsi o meno anche a seconda di un mercato e una situazione geopolitica quanto mai volatile, anche senza considerare la minaccia di nuovi focolai.
[z.s.]


