24.05.2020 – 07.00 – La proclamazione della fine dell’epidemia di Coronavirus in Slovenia, risalente allo scorso 15 maggio 2020, aveva (involontariamente) provocato un’apertura dei confini italo-sloveni. Il confine era in effetti aperto; ma l’italiano che rientrasse dalla Slovenia doveva sottoporsi in Italia a due settimane di obbligatoria quarantena, come da legge.
La mancata applicazione di questa misura tuttavia aveva portato al paradosso di un gran numero di italiani che de facto attraversavano il confine senza reali misure negative.
Il governo della Slovenia aveva conseguentemente (ri)chiuso la frontiera, preferendo affidarsi ad accordi bilaterali; qual era stato il caso del confine con la Croazia.
Il dialogo in corso tra Roma e Lubiana sembra ora sottintendere che anche nel caso degli italiani si procederà a un accordo bilaterale: se il turista che entra in Slovenia dichiarerà di essere in transito o in gita per poche ore verrà lasciato passare, mentre se vorrà restare per qualche giorno o una settimana in Slovenia dovrà esibire le prove di avere una prenotazione alberghiera. Dovrà inoltre fornire il numero di cellulare alla Polizia di Frontiera e promettere di misurarsi la febbre per una settimana. Nel caso dovesse accorgersi di risultare “febbricitante”, si rivolgerà allora alle autorità sanitarie locali.
Nel caso di un passaggio transfrontaliero di poche ore o di un giorno (lo shopping a Koper, il pieno della benzina…) basterà l’autocertificazione.
Si tratta però di ipotesi, illazioni al vaglio, la decisione definitiva non è ancora stata presa.


