LAVORO La decisione ha coinvolto anche tre strutture a Trieste

30.4.2012 | 23.59 – Cinquantasei uffici postali sono rimasti chiusi oggi, lunedì 30 aprile, di cui 44 in provincia di Udine e 12 in quella di Pordenone, 29 le chiusure pomeridiane (3 nella provincia di Trieste: Trieste Centro, Villa Opicina, Trieste 4 in via Sette Fontane 67). Questa la scelta ufficializzata da Poste italiane, presa nonostante l’opposizione dei sindacati Slc-Cgil e Failp-Cisal, che contro tale decisione avevano aperto una vertenza.
«Crediamo che dietro a questa scelta – dichiara la segretaria regionale Slc Emanuela Bizi –, oltre che una logica di tagli, ci sia anche la volontà di testare con i cittadini e le istituzioni un consistente ridimensionamento della presenza postale. Non era mai successo prima e quindi abbiamo deciso di muoverci, non certo per mettere in discussione il giorno di ferie in più concesso ai dipendenti, ma per chiedere all’azienda spiegazioni sulle sue scelte: non solo sul 30 aprile, ma anche sui pesanti disservizi dello scorso 16 aprile e delle annunciate chiusure di diversi uffici, alcuni dei quali in comuni dotati di un solo sportello».
I sindacati hanno evidenziato come il Fvg sia già stato interessato da consistenti chiusure, nonostante la ferma opposizione dei sindacati e delle istituzioni locali. «Tutto questo – prosegue Bizi – nonostante l’utile di 846 milioni registrato nel 2011 dall’azienda. Poste italiane intende proseguire su questa strada? Le risposte che abbiamo ricevuto non sono state certo rassicuranti».


