14.01.2020 -11.30 – In uno degli angoli più caratteristici della Cittavecchia di Trieste, vicino all’Urban Hotel Design, si trova “Dentro La Cornice”, un piccolo laboratorio d’arte molto interessante. Gli orari non convenzionali e le sue vetrine particolari, attraggono ancora di più la nostra attenzione. Il laboratorio si trova in Androna Chiusa 3, dove vengono create cornici, specchi, intaglio del legno e restauro, offrendo pezzi unici di design.
È gestito da Andrea Milia, che inizia giovanissimo a lavorare come artigiano aiutando il padre, Giorgio Milia, nella medesima bottega.
-Buongiorno Andrea, innanzitutto: è “Dentro La Cornice” o “La Cornice”?
“La Cornice”. Nei bigliettini da visita devo inserire la prima versione semplicemente perché il sito internet era già in uso con il nome scelto, quindi ho dovuto “aggiungere” qualcosa al nome per non avere un dominio uguale.
-L’attività è iniziata da tuo padre Giorgio, un famoso pittore triestino.
Sì, l’attività è iniziata nel 1972 in Via Madonnina 13. Prima era un negozio di Belle Arti: il proprietario aveva un figlio allergico alla polvere quindi non riusciva ad aiutarlo sul lavoro e mio papà ha iniziato a fare cornici per lui…arrivava a farne anche qualche centinaio a settimana. Era così bravo che quando il proprietario è invecchiato, gli ha lasciato la licenza. Giorgio Milia era un’artista con un genere tutto suo, amava la pittura e ha vinto molte Ex-Tempore. Metteva sempre un fondo rosso su tutte le tele, poi lo lavorava ad acrilico e la sua caratteristica era contornare tutto con la penna stilografica. Usava questo procedimento anche con gli oli. Ho appena acquistato un quadro di mio padre, del ‘63, molto più classico e lavorato a spatola, quando ancora studiava dai maestri Tosti e Perizi. Personalmente, preferisco i suoi ultimi lavori: innovativi, molto colorati e con tinte forti. Alle mostre venivano subito riconosciuti.
Purtroppo, però, nel ‘77 si è ammalato e ci ha lasciato.
Mia mamma ha preso in mano il negozio con gran coraggio ed io ho seguito le loro orme nel ‘82. Lo stesso anno ci siamo spostati in Via Malcanton e siamo restati lì fino al ‘99.
Proprio in quell’anno ho partecipato al “Progetto Urban”, che consisteva nell’agevolazione per l’acquisto di muri e riqualificazione della zona. Sono arrivato tra i primi classificati e nel 2001 mi sono spostato qui, nella zona di Cavana.
Hai un anedotto particolare da raccontare?
Un giorno, la mia ostetrica che ha 90 anni è venuta in negozio dicendomi che mi avrebbe dato un regalo se l’avessi aiutata a restaurare una cosa. Il regalo era un quadro del ‘66, l’anno in cui sono nato io. L’aveva fatto mio padre e regalato all’ostetrica proprio per la mia nascita. Per me è stata una grande gioia.
Dopo qualche mese è tornata con secondo quadro, sempre di mio padre: un bozzetto ad acquerello del ‘72 che voleva far incorniciare.
Alla fine mi lasciò anche questo perché secondo lei era troppo bello per non tornarlo alla famiglia d’origine. Questo era un regalo per la nascita della terza figlia, cioè mia sorella. Sottolineo che anche alla nascita di mio fratello, nel ‘69, mio padre le aveva regalato un quadretto ad olio..tre nascite, tre quadri!
Cosa rappresenta per te, il lavoro che fai? Cosa puoi offrire a chi sceglie di affidarsi a te?
Il lavoro è un po’ particolare perché a volte sono richiesto fuori dal laboratorio, ad esempio per ristrutturare un lavoro da qualche parte, quindi è possibile trovare chiuso. Altre volte devo finire in fretta dei lavori per clienti che hanno dei tempi molto brevi, di solito per opere da esporre alle mostre. In questi casi mi porto il lavoro a casa. Il risultato, però, è assicurato.
Ci sono dei lavori che venivano richiesti in passato e ora non più?O viceversa, lavori dei quali hai avuto richiesta solamente negli ultimi anni?
Il lavoro cambia in continuazione. Trent’anni fa la gente si accontentava anche di cose industriali, andando avanti è iniziata ad esserci una ricerca ed un ritorno al passato, apprezzando finiture fatte a mano e prodotti unici. I clienti, in maggioranza donne, si fidano della mia opinione e spesso mi lasciano “carta bianca”, ciò è positivo. Ci dev’essere armonia tra opera e cornice, in modo che nessuna delle due prevalga, creando un equilibrio visivo totale. Al giorno d’oggi, inoltre, è aumentato molto il collezionismo con il restauro delle cornici e delle tele.
Ci sono dei luoghi comuni o delle considerazioni che vuoi fare sul lavoro di “corniciaio”? Molte persone non sanno bene quanto vasto possa essere questo campo.
Più che “corniciaio” il mio è lavoro di artigianato artistico.
Quando fai dei lavori particolari non hai bisogno di visibilità perché la gente che deve trovarti sa già in partenza cosa vuole da te e se ti vuole e questo è un bene. Essere in una zona centrale è comunque un’ottima opportunità per far conoscere ai ragazzi di oggi dei veri e propri laboratori.
Non faccio, comunque, solo cornici. Creo lavori di design personalizzati, specchi e arredamenti su misura. Una cosa particolare che creo sono le “cornici ad angolo chiuso” che si ispirano a quelle antiche: vengono tagliate, incollate e poi ingessate 4-5 volte, così non si vede più l’attaccatura, creando un valore aggiunto al prodotto. Altre cornici vengono rifinite da grezze con dorature, altre ancora vengono fatte sia a mano che a traforo, dando possibilità al cliente di scegliere tra prodotti più economici fino a quelli più personalizzati. Il lampadario del negozio, ad esempio, è opera mia, come la maggior parte delle cose che trovate qui dentro.
Alla fine anche tu sei un vero e proprio artista.
A modo mio, anche se cerco di farmi contaminare il meno possibile dagli altri o dai lavori di mio padre. L’unicità è importante in ogni cosa.
Ho fatto dei lavori di pittura e scultura con alcune collaborazioni. Un esempio: con Cosimo Fusco, artista che ha fatto il merchandising della Illy, e Calea, il più grande vetrinista di Trieste, con i quali ho fatto un’esposizione al Giardino Pubblico chiamata “Sinergia a Tre” nel ‘99. Loro hanno esposto le opere, io ho fatto i supporti artistici e creato degli specchi particolari.
Nel 2002, ho poi ripreso questi ultimi con una mostra chiamata “Specchi d’artista”, dove ogni artista creava degli specchi particolari a seconda del proprio stile.
Ho partecipato, poi, ad Ex-Tempore ed ho anche esposto alla Biennale Giuliana, con pitture e bassorilievi.
La mia passione al momento è la musica: suono in due gruppi musicali: Lady B (rock) e Minimal Wave (new-wave/dark). Su facebook, potete trovare le pagine dei miei gruppi, del laboratorio e una dedicata a mio padre.
[m.p][foto di Michela Porta]













