25.11.2019 – 13.30 – E’ stata presentata questa mattina, lunedì 25 novembre, nella Sala Azzurra del Consiglio regionale a Trieste, la Proposta di legge per l’Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, illustrata dai Consiglieri regionali della Lega Maddalena Spagnolo, prima firmataria e Giuseppe Ghersinich, secondo firmatario, sottoscritta da tutto il gruppo regionale della Lega.
Tale figura, della quale sarebbe prevista la nomina da parte del Consiglio regionale, con una durata della carica pari a cinque anni rinnovabili “si propone di fornire l’assistenza e le informazioni necessarie per tutelare le vittime in particolare dei delitti contro la persona.” Spiega Spagnolo. “Una figura che dovrà svolgere le proprie funzioni in piena autonomia, nonché coadiuvato da una rete multidisciplinare che avrà la funzione di suo organo consultivo, e che riesca quindi a fornire tutte le informazioni che servono per attuare al meglio l’azione che ci si propone. Naturalmente” ha poi aggiunto la Consigliera, la figura del Garante “dovrà essere sempre collegata con le altre figure che la nostra Regione prevede a tutela delle diverse categorie, come il Garante dei Diritti dei Cittadini ed il Difensore Civico.” Spagnolo ha poi spiegato come tale figura avrà anche l’importante funzione di punto d’incontro di “tutte le realtà presenti sul territorio regionale che si occupano di particolari situazioni riguardanti le diverse categorie delle vittime dei reati” interfacciandosi con associazioni, enti ed istituzioni, nonché prevedendo “un costante feedback con le diverse realtà, l’informativa alle vittime dei reati e la possibilità di formulare delle proposte di miglioramento delle realtà esistenti o di istituzione di forme di tutela per i diritti dei cittadini.”
Una scelta non casuale, quella di presentare la Proposta di legge in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che ricorre oggi, lunedì 25 novembre. “E’ un segnale doveroso a fronte della recrudescenza che i femminicidi in particolare hanno soprattutto nell’ultimo periodo.” Ha infatti evidenziato la Consigliera, citando i dati riportati dal rapporto “Questo non è amore” presentato dalla direzione centrale Anticrimine della Polizia di Stato, che riferisce un aumento, da gennaio ad agosto 2019, della percentuale di donne uccise in quanto donne, passata dal 37 al 49 per cento sul totale delle vittime di sesso femminile. “Sappiamo che si tratta di un problema culturale, vi è però al contempo anche la necessità di intervenire con maggiori forme di tutela per riuscire a difendere questa parte di popolazione” ha poi concluso.
“Nella mia carriera professionale sono stato sempre in prima linea per aiutare le persone più deboli ed indifese anche al di là delle competenze istituzionali.” Ha affermato il Consigliere Giuseppe Ghersinich. “La presentazione di questa Proposta di Legge è la naturale continuazione del mio agire spontaneo in difesa delle persone che subiscono dei reati. I numeri parlano chiaro” ha poi aggiunto “sono 96 le donne uccise nel 2019, 142 nel 2018, con un reato di violenza commesso ogni quindici minuti e ben una donna su tre che risulta essere stata vittima di violenza. Si tratta di un problema soprattutto culturale” ha sottolineato ancora il Consigliere, evidenziando come tale tematica risulti essere ancora troppo poco trattata in Italia, in particolare a livello scolastico, e solo in occasione di giornate come questa o in concomitanza di episodi tragici. “Trovo importante” ha aggiunto “gli articoli 4 ‘Rete regionale di supporto e tutela delle vittime di reato‘ e 6 ‘Struttura organizzativa‘, attraverso i quali si istituisce la rete multidisciplinare di supporto e a tutela delle vittime di reato.” Ghersinich ha quindi auspicato una “totale condivisione trasversale di questa proposta da parte di tutto il Consiglio regionale”.
Elemento fondamentale, infine, sarà inoltre il supporto ai congiunti: il Garante avrà infatti il compito di tutelare e di fornire le medesime attività previste per le vittime di reato, anche ai parenti entro il secondo grado, coniuge e convivente, in caso di decesso della vittima. Un punto, quest’ultimo “molto importante in particolare per i figli” ha sottolineato Ghersinich “in quanto spesso le vittime sono anche e soprattutto i minori, che subiscono gravissime forme di violenza psicologica derivanti da tali situazioni.”


