11.10.2019 – 17.35 – “Abbiamo approvato un nuovo regolamento con misure importanti a favore della maternità e della paternità dei liberi professionisti. In questo modo vogliamo creare le condizioni più favorevoli per armonizzare al meglio la possibilità di avere figli con l’organizzazione dell’attività lavorativa”.
Ad affermarlo è l’assessore al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, dopo l’approvazione della delibera da parte della Giunta regionale che stanzia complessivamente più di 157mila euro per gli anni 2019, 2020 e 2021.
“Il nuovo regolamento” ha spiegato l’assessore “sostituisce il testo normativo attualmente in vigore, adeguando le prescrizioni regolamentari alle attuali esigenze sulla base delle indicazioni condivise con gli organismi rappresentativi delle categorie professionali”.
“Tra i beneficiari” ha precisato “sono stati inseriti i prestatori di attività professionali non ordinistiche iscritti in realtà riconosciute dal Mise. Inoltre, dai requisiti di accesso, sono stati eliminati il limite di età di 45 anni e il valore Isee del nucleo familiare di 35mila euro. Il valore del contributo, infatti, sarà modulato in base al reddito netto“.
Migliorie sono previste anche per l’attivazione di rapporti di sostituzione o collaborazione in caso di accertata gravità o di complicanze durante la gestazione. “Abbiamo esteso i periodi di fruizione di questo strumento” ha spiegato l’assessore “offrendo l’opportunità di essere supportati nella propria attività nel periodo in cui è più necessaria la presenza in famiglia. Inoltre, introducendo anche la possibilità di anticipare al mese antecedente alla data presunta del parto il rapporto di sostituzione o collaborazione, si garantisce l’opportunità di affidare per tempo l’attività dello studio e la gestione dei clienti ad altro professionista al fine di assicurare la necessaria continuità professionale”.
“Infine” ha sottolineato “è stata inserita una nuova iniziativa contributiva. Il professionista, madre o padre, potrà fruire di servizi di baby sitting per esigenze di conciliazione determinate dalla genitorialità in presenza di figli fino a tre anni o fino a otto anni nel caso in cui il minore sia affetto da handicap grave“.
“Per incentivare natalità e maternità servono scelte politiche coraggiose capaci di coniugare famiglia e lavoro. Ogni singola misura rientra nel percorso più ampio di creazione di un sistema di protezione sociale forte e capace di guardare alle esigenze reali dei genitori che” ha concluso “devono essere messi nelle condizioni di coniugare la carriera professionale con il proprio percorso di vita”.
[C.S.]


