“Archeologia di sera”: una lezione-concerto al Museo Winckelmann

18.08.2019 – 09.55 – Il paganesimo dell’età antica rivive la prossima settimana, martedì 20 agosto, all’interno del ciclo “Archeologia di Sera 2019” dedicato quest’anno al tema “Bestiario antico”. Divertimento ed erudizione, musica dal vivo e riflessione storica per una serata a ingresso libero proposta presso il Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”, sul Colle di San Giusto. Alle ore 20.30, a cura di Marzia Vidulli Torlo e Susanna Moser, l’argomento da affrontare sarà: “Il gallo e la tartaruga”.
Prendendo spunto dalle due scene raffiguranti un gallo e una tartaruga esistenti nel mosaico delle due Aule volute dal vescovo Teodoro (315-320 d.C.) e oggi visibili nella Basilica patriarcale di Aquileia, viene presentato un riepilogo delle molte e diverse interpretazioni di questo “combattimento”, eterna contesa tra il Bene e il Male; ma c’è molto di più, tra culto del dio Mitra e del dio Mercurio.
Si passa poi ad analizzare la fortuna iconografica, simbolica e letteraria che nell’antichità hanno goduto questi due animali tanto diversi: il gallo considerato da una parte un animale solare, che con il suo canto annuncia l’alba e scaccia i demoni notturni, dall’altra (soprattutto il gallo nero) un animale magico e rituale, vittima sacrificale per le potenze infernali; la tartaruga (o più correttamente la testuggine), sebbene Tartaruchus sia il nome del demone protettore degli inferi, è simbolo di corporeità, stabilità, longevità, invulnerabilità, saggezza e talvolta esempio di capacità mediatrici tra cielo e terra e figura dell’universo. La tartaruga poi ha un’utilità pratica, così come si legge nell’inno di Omero dedicato a Ermes/Mercurio: il dio bambino sottrae il guscio alla tartaruga e “questo, sotto la sua mano diede un suono prodigioso… inventando la lira a sette corde”.

Alle ore 21.30, per la parte musicale della serata, “Bestiario in note”, il Gruppo strumentale “Lumen Harmonicum” (Corrado Gulin pianoforte, Marco Favento violino e Massimo Favento violoncello) proporrà musiche di
– Christoph Willibald Gluck (1714-1787): “Danza degli spiriti beati” da “Orfeo ed Euridice”
– Camille Saint-Saens (1835-1921): “Le Cygne” da “Le Carnaval des Animaux”
– Camille Saint-Saens (1835-1921): “Le Déluge” – poëme biblique
– Franz Liszt (1811-1886)/Camille Saint-Saens: “Orphée” – poëme symphonique
– Jacques Offenbach (1819-1880): Quattro scene da “Orfeo all’Inferno” (“C’est deplorable, c’est effroyable” – “Pour seduire Alcmene la fiere” – “Ah, ah, ah! Ne prends plus l’air patelin” – “Le bal est original”).

L’incontro è a ingresso libero (con entrate da Piazza della Cattedrale 1, via della Cattedrale 15 e via San Giusto 4).

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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