05.08.2019 – 13.40 – Insegnanti e politici. Qual è il confine che separa le competenze degli uni da quelle degli altri e quando può essere considerato lecito l’intervento di uno dei due sull’operato dell’altro? E’ in questo ambito che si inserisce l’ennesima e recente polemica scaturita dai Social Network, che vede al centro dell’attenzione mediatica la sindaca leghista di Monfalcone, Annamaria Cisint.
La questione nasce da un post di Nicola Porro, vicedirettore di Il Giornale, intitolato “La scuola pubblica è occupata da insegnanti di sinistra“, un intervento che ha trovato il consenso della sindaca stessa la quale ha commentato “Ho molte segnalazioni anch’io di ragazze e ragazzi delle scuole superiori, valuteremo se da settembre far partire un servizio di ascolto riservato.” Un commento, questo, che attraverso il repost dell’opinionista Selvaggia Lucarelli ha attirato su di sé l’attenzione mediatica e pubblica. “Io credo che l’insegnamento debba consentire ai nostri ragazzi di farsi un’idea propria” – ha ribadito tuttavia la sindaca, spiegando l’idea della creazione di uno sportello “assolutamente non politico”, gestito dal Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in quanto “ci sono professioni come quelle degli insegnanti o degli operatori sanitari nelle quali le ideologie personali devono essere separate dal loro lavoro”.
Dichiarazioni, queste, che hanno scosso in particolar modo l’opposizione, la quale ha espresso dal canto suo il timore che, come ha sottolineato lo stesso Diego Moretti, vice capogruppo del PD in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, si preannuncino “liste di proscrizione” degli insegnanti che si sarebbero permessi di criticare i provvedimenti dei governi a guida leghista.
La preoccupazione è quindi che venga avviata una vera e propria caccia alle streghe, attraverso l’utilizzo del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che farebbe “intravvedere l’introduzione di una figura le cui funzioni sarebbero di vera e propria ingerenza nel mondo della scuola, in grado di intercettare i docenti troppo di sinistra” – come spiegato dalla senatrice del PD, Laura Fasiolo – “Entrare nella ‘riservatezza’ delle segnalazioni di adolescenti e famiglie sulle tematiche dell’insegnamento” significherebbe infatti secondo la senatrice “calpestare, attraverso l’interpretazione smisuratamente allargata della figura del Garante, principi costituzionali” – rischiando di andare ad attaccare, sempre secondo la senatrice, lo stesso articolo 33 della Costituzione, il quale recita “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento“, nonché l’articolo 1 del Regolamento sull’ autonomia delle istituzioni scolastiche “Natura e Scopi dell’Autonomia delle Istituzioni Scolastiche” il quale riporta: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche e’ garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti.”
“Con questa uscita la sindaca dimostra tutta la sua debolezza” – si legge poi ancora nel comunicato stampa di “La Sinistra per Monfalcone” – “ha bisogno di ricorrere al tentativo di imbavagliare una professione, che non a caso rappresenta la conoscenza e la sua trasmissione alle giovani generazioni, per affermare le sue posizioni.”
La sindaca Annamaria Cisint, dal canto suo controbatte: “E’ vero che la Costituzione garantisce la libertà nell’esercizio di queste funzioni, ma c’è un limite quando esso viene esercitato in contrasto con la propria funzione come è quella educante; tutti sanno che il sindaco non ha potestà di valutazione o di schedatura degli insegnanti e nemmeno mi è passato per la testa. Ma quando in una comunità, in fondo piccola come Monfalcone, arrivano tante segnalazioni, non fare niente sarebbe gravemente sbagliato. Per questo a settembre chiederò al Garante dei Minori di fornirmi il quadro della situazione.” – Aggiungendo inoltre – “Sono certa che quelli segnalati sono casi isolati, conosco bene il corpo insegnante, con il quale ho rapporti costanti e che per la gran parte hanno il mio pieno apprezzamento.”
“Il vero problema – ha aggiunto poi infine la sindaca – è quello del clima di odio e intimidazione che attraverso i Social si è scatenato.” Del quale non si può certo dire che la sindaca di Monfalcone sia nuova essendo stata in passato già al centro dell’attenzione mediatica per l’eliminazione dei quotidiani Il Manifesto e l’Avvenire tra quelli fruibili nella biblioteca comunale e scatenando inoltre polemiche per aver cancellato 936 stranieri dall’Anagrafe del Comune nel 2018 perché non più residenti in città. (Fonte Ansa).









