Pacchi extra-UE, dal 1° luglio nuova tassa sulle spedizioni low cost: in Italia si pagherà di più?

22 giugno 2026 – ore 08:30 – Tra poco più di una settimana, lo shopping online in Europa cambierà volto. Dal 1° luglio, l’Unione europea inaugurerà un nuovo sistema di tassazione per le spedizioni di basso valore provenienti da Paesi extra Ue: a tutti i pacchi d’importo inferiore a 150 euro verrà infatti applicato un nuovo dazio da 3 euro, con l’obiettivo di fronteggiare il boom dell’e-commerce extraeuropeo e riequilibrare la concorrenza dei prodotti low cost provenienti soprattutto dalla Cina. Per i consumatori italiani potrebbe esserci però un’ulteriore novità: dal 1° luglio, oltre alla nuova tassa UE, l’Italia prevede l’entrata in vigore di un contributo nazionale da 2 euro sulle stesse spedizioni. Il risultato, qualora entrambe le misure entrassero in vigore, sarebbe un aggravio complessivo che potrebbe raggiungere i 5 euro per ogni pacco proveniente dall’esterno dell’Unione europea.

La stretta rappresenta una svolta per l’e-commerce internazionale. Con la riforma viene di fatto superata la franchigia doganale introdotta negli anni Novanta, che consentiva ai piccoli pacchi di entrare nel mercato europeo senza dazi. L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è aggiornare un sistema ritenuto ormai inadeguato di fronte all’esplosione degli acquisti online da Paesi terzi, in particolare dalla Cina. Dal 2022, il volume delle consegne si è mantenuto in costante e rapidissima crescita: solo nel 2024 sono entrati nell’Unione europea circa 4,6 miliardi di pacchi di basso valore, con oltre nove spedizioni su dieci provenienti dal mercato cinese. L’Italia riflette il trend europeo: nel 2025, dei 396 milioni di articoli extra Ue ordinati dagli italiani, il 98% proveniva dalla Cina.

Secondo le istituzioni europee, le nuove misure serviranno a rafforzare i controlli sulle merci provenienti da Paesi terzi, contrastando l’acquisto di prodotti non conformi agli standard Ue e garantendo condizioni di concorrenza più equilibrate per le imprese europee. Alla base della riforma vi sono anche motivazioni di carattere ambientale, legate all’impatto che le numerose spedizioni a basso costo hanno sull’aumento delle emissioni di CO2 e sull’inquinamento globale. Tuttavia, secondo i detrattori della misura, le nuove imposte finiranno per gravare sui consumatori che acquistano prodotti low-cost perché non possono permettersi alternative più care.

Il nodo più controverso riguarda però la tassa italiana da 2 euro, introdotto con la Legge di bilancio per coprire i costi delle attività doganali. Diverse associazioni di categoria ritengono infatti eccessivo un aggravio complessivo di 5 euro su spedizioni che spesso riguardano articoli di valore molto contenuto. Confetra, la Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica, ha chiesto la cancellazione della tassa italiana sui pacchi extra-UE, ritenendola dannosa per il sistema logistico nazionale. L’associazione ha elaborato due scenari per il periodo luglio-novembre 2026: se la tassa nazionale venisse applicata, l’Italia perderebbe circa il 50% dei traffici ma incasserebbe circa 70 milioni di euro, di cui 51 milioni derivanti dall’imposta nazionale. In caso contrario, il Paese recupererebbe l’intero volume dei traffici e garantirebbe comunque allo Stato circa 38 milioni di introito grazie ai dazi europei. La differenza tra i due scenari sarebbe di appena 32 milioni in cinque mesi, giudicata insufficiente rispetto al rischio di perdita strutturale di traffici a favore di altri hub europei. Di conseguenza, l’associazione chiede al governo di abolire il contributo nazionale, o quantomeno di posticiparne l’entrata in vigore a novembre, quando sarà attiva anche la handling fee europea.

È evidente: in gioco non ci sono soltanto le abitudini quotidiane dei consumatori. Nei prossimi giorni, il governo italiano sarà chiamato a scegliere tra l’esigenza di aumentare il gettito fiscale e quella di preservare la competitività del sistema logistico nazionale, in una partita che potrebbe avere conseguenze ben più estese del semplice prezzo dei pacchi acquistati online.

Articolo di Benedetta Marchetti

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