Progettista navale a Trieste, il corso ITS Academy che porta dal disegno tecnico al cantiere

9 giugno 2026 – ore 09:00 – Studiare progettazione navale a Trieste significa formarsi in un territorio dove mare, industria, cantieristica e innovazione non sono parole astratte. Il corso Progettista Navale dell’Accademia Nautica dell’Adriatico è un percorso ITS post diploma pensato per chi vuole entrare nel mondo della cantieristica navale, del disegno tecnico, della modellazione CAD 2D e 3D e della produzione di mezzi di trasporto navale. A raccontarlo è proprio una ex studentessa dell’Accademia, Rossella, 24 anni, oggi inserita nel mondo del lavoro in un ufficio tecnico che collabora con aziende del settore navale.

Rossella, perché hai scelto il corso di Progettista Navale anziché andare all’università?

“Perché essendo interessata al disegno, alla progettazione e al mondo delle navi cercavo un percorso di studi che potesse insegnarmi qualcosa di tecnico, senza restare solo sulla teoria. Il corso Progettista Navale a Trieste dell’Accademia Nautica dell’Adriatico mi ha convinta perché è un corso ITS post diploma ben collegato al settore della cantieristica. Non studi solo ‘la nave’ come concetto: studi come viene pensata, disegnata, organizzata, prodotta e controllata. È un percorso per chi vuole capire cosa c’è dietro una nave prima che arrivi in mare”.

Cosa si studia durante il corso?

“Si studia prima di tutto il linguaggio tecnico della nave. Devi imparare a leggere e produrre un disegno tecnico navale, capire le viste, le quote, le sezioni, i materiali, gli spazi e le interferenze. Poi lavori sulla modellazione tridimensionale, quindi su CAD 2D e 3D, perché oggi il progettista navale non può ragionare solo su carta. Nel corso affronti l’analisi funzionale dei mezzi di trasporto navale, l’elaborazione di disegni tecnici, la modellizzazione tridimensionale, la realizzazione del progetto di base ed esecutivo e anche il controllo delle fasi di produzione. Quindi è un percorso completo perché non sei formato solo per disegnare, ma per capire se quello che disegni può essere davvero prodotto, montato, controllato e mantenuto. Diciamo che quando esci dall’Accademia non sei un ingegnere navale, ma come tecnico specializzato che sa leggere un progetto, produrre disegni tecnici, usare strumenti CAD, capire le fasi di produzione e dialogare con progettisti, officina, cantiere e fornitori. Si tratta di una figura molto pratica”.

Serve già saper disegnare o usare software CAD?

“Aiuta, ma non è obbligatorio essere già esperti. Io avevo delle basi, però il salto vero l’ho fatto durante il corso. La cosa più importante è avere pazienza e metodo dato che i progetti non sono qualcosa di artistico; devono essere misurabili e possibili”.

Che lavoro si può fare dopo il corso Progettista Navale?

“Gli sbocchi lavorativi del corso Progettista Navale sono soprattutto negli uffici tecnici, nella cantieristica, nella progettazione navale, nella produzione e nell’allestimento. Puoi lavorare come disegnatore tecnico navale junior, tecnico CAD, supporto alla progettazione, tecnico di produzione, tecnico di commessa o figura di collegamento tra ufficio tecnico e cantiere. Io oggi lavoro in un ufficio tecnico. Mi occupo di aggiornare disegni, controllare tavole, preparare documentazione, verificare modifiche e confrontarmi con colleghi più esperti”.

Durante il corso vengono svolti stage o tirocini in azienda?

“Sì, le ore svolte in azienda sono molte e sono davvero utili per comprendere se questo lavoro può davvero fare per te. In aula puoi studiare e disegnare quanto vuoi, però finché non ti confronti davvero con i ritmi del lavoro non hai un’immagine reale del settore. Su due anni di corso all’Accademia Nautica, che conta circa 1900 ore, se ne fanno 760 di stage”.

Perché studiare progettazione navale a Trieste?

“Trieste è un posto adatto per un corso ITS di progettazione navale perché il mare e il lavoro tecnico sono parte del territorio. Il Friuli Venezia Giulia ha una filiera marittima importante, copre il 15% dell’economia regionale e ha migliaia di lavoratori e imprese. Credo che non serva parlare del colosso di Fincantieri, anche legato all’Accademia Nautica.

È un corso adatto solo a chi arriva da un istituto tecnico?

“Forse chi arriva da un istituto tecnico magari parte con qualche base in più su disegno, matematica o fisica, ma non vuol dire che gli altri non possano farcela. Chiunque abbia voglia di imparare, con pazienza e costanza, può raggiungere buoni risultati”.

Qual è la cosa più difficile del lavoro?

“La cosa più difficile è imparare a vedere l’errore prima che diventi un problema. Quando studi magari fai lo sbaglio di pensare che il lavoro sia ‘fare il disegno’, ma quando inizi a lavorare capisci che il lavoro è fare un disegno corretto, comprensibile, coordinato con gli altri e utile alla produzione. A volte devi controllare una modifica piccola, quindi un progetto viene anche aggiornato spesso, dunque consiglio di non ragionare a compartimenti stagni: la nave è un sistema e deve dialogare con tutti i suoi meccanismi più piccoli”.

Cosa ti ha lasciato l’Accademia Nautica dell’Adriatico?

“Mi ha lasciato un metodo ordinato ed efficiente nell’approcciarmi ai progetti assegnatimi e poi mi ha lasciato un rapporto più maturo con il mondo del lavoro”.

Articolo di Francesco Ferrari 

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