‘Umberto Saba poète et libraire à Trieste’, la Francia omaggia il Saba libraio antiquario

16 maggio 2026 – ore 07:00 – “Dopo la mostra Trouver- Trieste tra il 1985-86 a Parigi questo libro è il ritorno della Francia in città” commenta, attorniato dalle boccette e alambicchi letterari di Drogheria 28, il libraio antiquario Simone Volpato. L’opera in questione è ‘Umberto Saba poète et libraire à Trieste‘ che, stampata dall’editore Antoine Gallimard nel numero di 27mila copie, è stata distribuita nell’occasione della ‘Fête de la librairie indépendante 2026‘ tenutasi in Francia, Belgio e Svizzera francofona lo scorso 25 aprile in concomitanza con la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore.
Stampato a Vicenza dalla L.E.G.O. con una pregevole bicromia e una sovraccoperta che si trasforma in un manifesto di Saba/ mappa ottocentesca della Trieste che fu, il volume è una raccolta di saggi, con taglio accademico, volti ad analizzare la figura di Saba libraio antiquario. Non il poeta, non il letterato, ma il negoziante che acquistava e vendeva libri (anche rari) intersecando il ricco (solo all’epoca) mondo editoriale triestino.
Questi volumetti, pregevoli anche nella cura editoriale, vengono pubblicati ogni anno in occasione della Festa e rimangono poi a disposizione, in vendita, nelle 700 librerie indipendenti francesi. Qualche anno fa il tema erano i fantasmi letterari; nel 2026 è invece il triestino Saba. Ed è stata una scelta vincente, perché se in Italia di questa pubblicazione non si è (quasi) parlato, in Francia ha avuto un grande successo.

“La presidente dell’associazione culturale Verbes Marie-Rose Guarnieri e Samuel Brussel, già consulente editoriale di Adelphi, avevano pensato di trattare la figura del poeta-libraio” spiega Volpato “e il pensiero è subito corso a Umberto Saba: il focus in questo caso non è la storia della Libreria Antiquaria, di per sé normale, ma i cortocircuiti di un poeta che è anche libraio. Una figura ossessionata dalla poesia, ma obbligata a gestire la libreria onde avere un reddito quotidiano: e certamente la Libreria è lo scenario di reading poetici, di conferenze, ma l’originalità viene data dall’essere un libraio poeta. E non solo, ma un libraio antiquario, pertanto a contatto coi morti: lo stesso Bazlen dirà che la Libreria di Saba era un parnaso degli dei, ma nel contempo anche una gabbia di pazzi. Vi sono in tal senso tanti elementi interessanti: il libraio che vive la seconda guerra mondiale; che vive e si rapporta con il fascismo; che si rivolge e dialoga coi librai contemporanei”.

Volpato, a propria volta membro dell’A.L.A.I., ha così curato la redazione dei testi (in francese) assieme a Marco Menato della Libreria Lithos di Roma. Da sottolineare in particolare la prefazione di Antoine Gallimard e Marie-Rose Guarnieri, specificatamente dedicata a Saba.

“Il taglio pertanto privilegia il Saba libraio” spiega Volpato. “Ad esempio Saba usa l’antro oscuro come la propria biblioteca personale. Il tutto calato nell’atmosfera di Trieste: ecco allora Diego Marani scrivere di una città leggera e vagante, ma nel contempo straordinariamente pesante nel Novecento; poi Samuel Brussel che racconta le sue prime esperienze a Trieste, delineando il quadro delle librerie del secondo dopoguerra, con Misan, la Italo Svevo, Mario Cerne e così via. Marco Menato ha poi steso un capitolo dedicato a Saba ebreo che salva la libreria di un altro ebreo. Vi sono poi i ritratti degli autori triestini con il Saba libraio: Bobi Bazlen che si candida ad essere il commesso di Saba, ma senza orari e chiede di essere pagato coni libri; la Pittoni che si relaziona a Saba come poeta, perchè gli pubblica ‘Uccelli’, ma come libraio con lo Zibaldone crea proficue relazioni di commercio… C’è Svevo che finanzia la stampa del canzoniere di Saba, il quale a propria volta vende le opere dello scrittore. C’è poi Virgilio Giotti: perchè Saba e Giotti, onde mantenere la libreria, vendono delle piccole plaquette a tiratura limitatissima dove Saba mette i testi e Giotti prepara la grafica. E infine c’è Joyce, perchè i due hanno un limitato periodo di tempo dove possono incontrarsi: in questo caso Saba vende le prime edizioni dell’Ulisse, tra cui la copia 372 che era stata dedicata dall’irlandese al Barone Ralli. Non dimentichiamo inoltre François Simon con un bel testo su enogastronomia e letteratura a Trieste” conclude Volpato.

Trieste ha ancora una piccola quota di librerie indipendenti: qual è la maggiore differenza con la Francia? “Sappiamo cosa voglia dire essere librerie indipendenti: non di catena, dove la figura centrale è il libraio. L’evento in questione è anche pertanto una festa del libraio: preparato, che sa creare il lettore, che ha la libreria in mente e dalla quale sa estrarre i libri che gli servono. In un ambiente dove il libro non è concepito come gadget e dove non vi sono gadget a propria volta. In questo contesto si inserisce anche il libraio antiquario AI che, in un minuto, svolge il lavoro che a me richiederebbe dieci minuti. Serve pertanto fare fronte comune, attrezzarsi a resistere un mercato molto aggressivo e all’invasione delle grandi catene: in Francia, al Salone del Libro, Amazon ad esempio non entra…” spiega Volpato.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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