Trieste, gli antifascisti accusano: “Dietro le violenze del 19 maggio anche esponenti della destra locale”

25 maggio 2026 – ore 14:30 – Angelo Lippi, fondatore di Futuro Nazionale Trieste ed ex consigliere comunale, viene indicato come autore dell’aggressione avvenuta il 19 maggio ai danni di una giornalista di Trieste Cafè, alla quale sono stati refertati cinque giorni di prognosi. È quanto sostiene un comunicato diffuso dagli ambienti antifascisti cittadini, che attribuisce l’identificazione a materiale video e fotografico raccolto dopo gli scontri avvenuti in viale XX Settembre. Secondo quanto riportato nella nota, durante gli episodi di violenza erano presenti anche esponenti della politica locale, oltre a militanti del Veneto Fronte Skinhead e ad appartenenti dell’area neofascista. Nel comunicato viene inoltre citato Gilberto Paris Lippi, fratello di Angelo Lippi, indicato come presente durante gli scontri. Una fotografia, sempre secondo gli autori della nota, lo ritrarrebbe mentre prende uno striscione dei manifestanti antifascisti, successivamente portato in via Paduina.

Lo stesso striscione, viene aggiunto, sarebbe poi comparso nelle mani di un esponente locale di CasaPound Trieste già condannato per l’irruzione nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia avvenuta nel 2020.  Nel comunicato si fa inoltre riferimento alle dichiarazioni del generale Roberto Vannacci, che nei giorni successivi ai fatti ha pubblicato un video sui social sostenendo che gli aggressori fossero appartenenti all’area antifascista. Gli autori della nota attribuiscono infine le responsabilità politiche del clima di tensione alla destra radicale locale e criticano la gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura durante gli scontri del 19 maggio.

Articolo di Francesco Viviani

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