Caro affitti, Trieste tra le province in cui i prezzi salgono di più

5 maggio 2026 – ore 08:30 – Il caro affitti si fa sentire, ma non ovunque allo stesso modo: in Italia, stando ai dati più recenti, la mappa dei prezzi appare sempre più disomogenea. Secondo l’ultimo report dell’Ufficio Studi di idealista, il canone medio nazionale ha raggiunto in aprile i 15 euro al metro quadro, segnando un aumento dell’1,4% rispetto al mese precedente: si tratta del livello più alto finora registrato dal noto portale immobiliare italiano. Su base trimestrale, l’incremento si attesta al 4,4%, mentre su base annua si ferma al 3%. Tra gli 88 capoluoghi monitorati, 40 registrano canoni in aumento, 39 in calo e 9 stabili: un quadro sfaccettato, che rivela come il mercato immobiliare segua logiche differenti a seconda della località presa in esame.

In questo contesto, Trieste figura tra i capoluoghi che hanno assistito ai rialzi più marcati del mese: con un incremento del 3,1%, il capoluogo giuliano rientra nel gruppo delle 20 città i cui valori hanno raggiunto, ad aprile 2026, i massimi storici. A livello nazionale, i grandi mercati mostrano segnali di stabilizzazione: Milano resta ferma a 23,3 euro/m², mentre Roma e Napoli registrano incrementi minimi. Una crescita più sostenuta interessa invece Torino (+2,2%) e Bologna (+1,3%), mentre città come Livorno, Verona e Pesaro guidano la classifica dei rincari mensili più elevati. Guardando alle province, la tendenza prevalente è l’aumento dei canoni: 70 province su 106 monitorate, ovvero il 66%, registrano un incremento dei prezzi, mentre 32 mostrano un calo e 4 risultano stabili. Anche la provincia di Trieste figura tra le 17 più colpite dal caro affitti secondo idealista, segnale di una pressione crescente sul mercato immobiliare locale. Tuttavia, nel resto del Friuli Venezia Giulia si osservano trend opposti: le province di Udine (-4,6%) e Pordenone (-3,8%) segnano alcuni dei cali più significativi a livello nazionale, a conferma di una dinamica regionale fortemente disomogenea. In generale, le oscillazioni più marcate si concentrano al Sud, con picchi come Crotone (+12,4%) e Vibo Valentia (+11,9%), mentre Rimini segna il calo più netto a livello nazionale (-10,2%).

A livello regionale, l’aumento dei canoni interessa 17 regioni su 20: uniche eccezioni il Friuli Venezia Giulia (1,5%), Umbria (-2,1%) e Liguria (-0,7%). Il caro affitti colpisce invece in maniera significativa Calabria (+4,1%), Trentino-Alto Adige (+3,2%) e Valle d’Aosta (+3,1%). Il quadro complessivo racconta dunque di un mercato immobiliare frammentato sul territorio italiano, che può presentare variazioni notevoli non solo da una regione all’altra, ma anche fra le province della medesima regione.

Articolo di Benedetta Marchetti

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