Vance a Budapest promuove Italia e Ungheria: “Forze di pace”

9 aprile 2026 – ore 7:30 – Il vicepresidente americano JD Vance ieri a Budapest ha descritto l’Ungheria e l’Italia quali Paesi partner degli Stati Uniti in Europa. “Noi amiamo l’Europa e le sue culture, gli Stati Uniti sono in fondo una nazione figlia del continente europeo, ma siamo rimasti delusi da molta della leadership politica europea, che non sembra davvero interessata a risolvere la guerra in Ucraina”, ha detto Vance citato da Ansa, ieri al Mathias Corvinus Collegium (Mcc) di Budapest, think tank vicino al governo Orban. “Abbiamo avuto aiuto da alcuni partner”, ha continuato Vance: “Giorgia Meloni è stata molto utile, così come alcune capitali europee, almeno dietro le quinte. Ma il più utile è stato Viktor Orban, perché ci ha spinto a comprendere il punto di vista di entrambe le parti, ucraina e russa”. Il vicepresidente degli Stati Uniti questa settimana è volato a Budapest per sostenere la campagna elettorale del primo ministro uscente Viktor Orban che domenica 12 aprile 2026 si sottoporrà alla prova del voto. Durante il suo viaggio, Vance è intervenuto più di una volta accanto a Orban, criticando ancora l’Unione europea, già bersaglio polemico dello storico discorso del vicepresidente statunitense alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco il 14 febbraio 2025.

Stavolta Vance ha accusato Bruxelles di interferenze elettorali: “Quanto accaduto in questa campagna elettorale è uno dei peggiori esempi di interferenze elettorali straniere che abbia mai visto o di cui abbia mai letto”, ha detto Vance in una conferenza stampa: “I burocrati di Bruxelles hanno cercato di distruggere l’economia ungherese. Hanno cercato di rendere l’Ungheria meno indipendente dal punto di vista energetico. Hanno cercato di aumentare i costi per i consumatori ungheresi. E hanno fatto tuttociò perché detestano Orban“. Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar, ha replicato su X: “Nessuna nazione straniera dovrebbe interferire nelle elezioni ungheresi. Questo è il nostro Paese. La storia ungherese non si scrive a Washington né a Mosca né a Bruxelles. Si scrive nelle strade e nelle piazze dell’Ungheria”. Analogamente un portavoce del governo Merz in Germania ha detto a Politico che la presenza di Vance in Ungheria “parla da sé su chi stia interferendo in cosa”. A sua volta Vance ha risposto a queste contro-accuse, definendole “oscuramente ironiche” dato che lo sfidante di Orban è in testa nei sondaggi, e ha rivendicato la propria scelta. “È senza precedenti per un vicepresidente americano arrivare una settimana prima di un’elezione”, ha detto Vance, citato dal Guardian, sostenendo tuttavia di essere partito “a causa della spazzatura che sta accadendo contro Orban”.

Articolo di Lilli Goriup

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