13.03.2026 – 15.10 – Taglio del nastro oggi al Generali Convention Center di Trieste per Olio Capitale, giunto alla 18esima edizione. Il salone dell’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità continuerà fino al 15 marzo, con 233 espositori, da 14 regioni italiane e dalla Croazia, buyer da 13 Paesi di tutto il mondo, 25 ristoranti coinvolti a Trieste con piatti dove l’olio sarà protagonista e 10 bar che proporranno per l’occasione diversi Cockt-oil. L’evento si conferma un punto di riferimento e di incontro per centinaia di operatori del settore così come per il pubblico, che potrà non solo conoscere da vicino i produttori, le caratteristiche degli oli, le provenienze, ma anche partecipare a degustazioni e a numerose altre iniziative. Olio Capitale, realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, è co-organizzato dal Comune di Trieste: tra i partner, figurano anche l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e l’Isnart, con il progetto speciale Mirabilia e il sostegno di Io Sono Friuli Venezia Giulia e Unioncamere. All’inaugurazione sono intervenuti il vicepresidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Massimiliano Ciarrocchi, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, l’europarlamentare Anna Maria Cisint e il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa. Subito dopo l’inaugurazione si è svolto il convegno inaugurale, dal titolo “Generazione Olio: Custodire il futuro”.
“In questa edizione – ha sottolineato Massimiliano Ciarrocchi – abbiamo inteso, assieme all’Associazione nazionale della Città dell’Olio, dedicare il convegno di apertura alle giovani generazioni che portano avanti una produzione agroalimentare di grande tradizione, che nella Campagna olearia 2025 si è attestata tra le 270 e le 290 mila tonnellate. Il legame con il territorio e l’amore per la terra in molte regioni italiane pongono l’olivicoltura al vertice di un sistema agroalimentare che annovera produzioni di eccellenza con 500 cultivar e 50 oli a denominazione protetta e un legame indissolubile tra produttori e territorio. 233 sono gli espositori presenti quest’anno nella rassegna, in leggero aumento rispetto ai 210 dello scorso anno – ha ricordato ancora Ciarrocchi – mentre saranno oltre 700 i B2B organizzati e che coinvolgeranno 23 buyer sia per il prodotto olio che per il turismo provenienti da USA, Canada, Germania, Messico, Giappone, UK, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Portogallo, Svezia, Lituania”.
L’edizione 2026 di Olio Capitale pone dunque un’attenzione particolare ai giovani, “ovvero a coloro i quali portano avanti la tradizione dell’olivicoltura radicata nei Paesi del Mediterraneo fin dall’antichità, costituendo anche un simbolo culturale, di pace e prosperità” ha continuato Ciarrocchi. “Dalla tradizione nascono le eccellenze che tutto il mondo ci riconosce, con caratteristiche organolettiche tra le più diverse a seconda della cultivar e della zona di produzione, ma che tutte assieme danno vita all’ingrediente principe della Dieta mediterranea e di quella Cucina italiana Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. A questi giovani imprenditori che con impegno e coraggio portano avanti le loro aziende abbiamo inteso dare voce. È infatti importante – ha aggiunto Ciarrocchi – capire quanto le nuove generazioni stanno facendo, comprendendo l’innovazione che hanno portato in azienda anche attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti della comunicazione digitale e dei social media. E proprio nel segno dei giovani nasce la collaborazione con I.S.I.S. Sandro Pertini di Monfalcone, in particolare l’indirizzo professionale enogastronomia e ospitalità alberghiera, i cui alunni prepareranno le pietanze che verranno abbinate agli oli extravergini per il programma di attività denominato Ogni olio fa la differenza”.
In riferimento ai giovani del Friuli Venezia Giulia, Ciarrocchi ha aggiunto che “la Camera di commercio Venezia Giulia pone da tempo grande attenzione ai giovani e al loro futuro lavorativo, accompagnando e promuovendo azioni che ne possano facilitare la permanenza in Italia piuttosto che alla scelta di andare all’estero. Fondamentale in tal senso è l’azione dell’amministrazione regionale. Cito da ultimo la recentissima riforma delle norme su commercio e turismo dell’assessore Bini, e la legge regionale sull’innovazione sociale dell’assessore Rosolen. Iniziative e provvedimenti innovativi, che se diffusi a livello nazionale potrebbero avere ricadute positive anche su questo settore”. Anche il sindaco Dipiazza ha sottolineato l’importanza di un evento che “continua con successo ormai da tanti anni”. Il primo cittadino di Trieste ha apprezzato in particolare “che in questa edizione si punti molto sulle nuove generazioni, sono loro il nostro futuro, devono sapere osare e noi dobbiamo saperli supportare sempre”. L’assessore regionale Sergio Emidio Bini ha aggiunto che Olio Capitale è un evento importante non solo per la promozione del prodotto olio, ma anche per la promozione della regione. “Abbiamo la possibilità di ospitare espositori provenienti da tutto il mondo, con numeri molto significativi. Non dimentichiamoci che nel 2025 abbiamo sfondato le due milioni di presenze, solo a Trieste”.
L’europarlamentare Anna Maria Cisint si è complimentata con la Camera di commercio Venenzia Giulia “per la costanza dimostrata nel realizzare e portare avanti iniziative così importanti a livello internazionale. L’olio per noi rappresenta la grande eccellenza che in Europa stiamo cercando di tutelare”. Il presidente dell’Associazione nazionale delle Città dell’Olio, Michele Sonnessa, ha posto l’accento sull’importanza delle nuove generazioni e sul valore dell’olio per la salute, ma anche sul futuro del turismo: “il rapporto sul turismo dell’olio, che abbiamo presentato di recente – ha ricordato – ci dice che ormai il turismo dell’olio è un asset fondamentale del Made in Italy che dobbiamo difendere. Cresce con un +37,1%. Il turismo enogastronomico in Italia vale 40,1 miliardi di euro – ha rimarcato Sonnessa – e allora noi dobbiamo produrre uno sforzo nel lavorare e nel costruire un’offerta nazionale di turismo dell’olio che affianchi l’offerta delle città della cultura, dell’arte, e del mare, e che proponga un’offerta aggregata, formata, professionale”.
Nel convegno sui giovani Federica Cisilino, ricercatrice Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha portato un focus sui ragazzi. “I dati Istat – ha riferito – mostrano che i giovani in agricoltura, pur essendo una minoranza, rappresentano un segmento dinamico dell’agricoltura italiana. Gli imprenditori agricoli giovani (under 40) sono meno del 10% delle aziende, ma generano una quota di valore superiore al loro peso strutturale, con imprese mediamente più innovative, orientate alla qualità e più aperte a formazione, tecnologie digitali e pratiche sostenibili. Il 64,4% dei giovani capi azienda subentra ad aziende di famiglia; circa il 28% ha avviato nuove aziende. La dimensione delle aziende condotte da giovani è mediamente più elevata rispetto alle altre, con una superficie agricola utilizzata (SAU) media pari a 19 ettari. Nelle aziende giovanili si evidenzia un livello di digitalizzazione più che doppio rispetto a quelle degli over 40 e una maggiore propensione per gli investimenti innovativi, le questioni ambientali, le strategie di mercato e la diversificazione produttiva. In linea con il quadro generale dei giovani agricoltori – ha poi spiegato Cisilino – anche nelle aziende olivicole i titolari under 40 mostrano una maggiore propensione a investire in qualità, trasformazione in olio, una grande attenzione verso il biologico e le attività connesse (agriturismo, vendita diretta, energie rinnovabili), assumendo un ruolo chiave nei processi di ammodernamento e nella transizione verso modelli produttivi più sostenibili e competitivi”. A portare le proprie storie di giovani impegnati nell’olivicoltura, sono stati poi Tony Mancazzo, dell’omonimo frantoio di Bitonto, Leonardo e Raffaele Fois, dell’azienda Fois Ilario di Ilbono, Giulia De Luca dell’oleificio Matalucci Ortenzia di Pineto, Mara Ventre del frantoio Ventre di Vibo Valentia, e ancora lo chef Alessio Tagliaferri.
[c.s.][b.b.]


