Iran: la sinistra italiana è isolata in Europa

*di Lucio Leante

08.03.2026 – 16.00 – Pur di condannare “senza se e senza ma” Trump e Netanyahu La sinistra italiana, mostrando una pelosa equidistanza “pacifista” tra le parti in conflitto, accompagnata da una condanna soprattutto dell’attacco americano-israeliano come violazione del diritto internazionale, non solo contraddice molti dei suoi conclamati “valori”, ma appare oggi completamente isolata in Europa. I suoi leader, con il loro estremismo del “no” a qualsiasi partecipazione, anche indiretta, logistica e di difesa dei Paesi del Golfo attaccati dall’Iran, si sono differenziati e distaccati per la prima volta dalle posizioni della Francia di Macron, dalla Germania di Merz e dalla Gran Bretagna di Starmer, finora considerate (sulla questione ucraina) i loro “fari” e “stelle polari”. È il prezzo che i leader della sinistra sembrano disposti a pagare pur di perseguire il loro solo e vero obiettivo: il ritorno al potere, celato dietro i retorici appelli all’ordine delle regole internazionali. Preferiscono mettere in secondo piano i diritti umani degli iraniani e delle iraniane, nonché la minaccia iraniana alla sicurezza dell’Europa e dell’Italia, pur di condannare “senza se e senza ma” Trump e Netanyahu, per poter attaccare la loro presunta sodale Meloni.

È lei il vero bersaglio. Diritti umani ed europeismo possono aspettare. Lo stesso diritto internazionale sembra solo un feticcio strumentale. Quel che conta è tornare al potere. Lo stesso prezzo dell’isolamento in Europa appare loro, in confronto, trascurabile. Il loro beniamino di ieri, Macron, li ha delusi. Il presidente francese, dopo avere definito l’attacco all’Iran “una pericolosa escalation e un errore strategico”, oltre che “una violazione del diritto internazionale”, ha tuttavia affermato (proprio come fa il governo italiano) di voler rispettare gli “accordi di difesa” con il Qatar, il Kuwait, gli Emirati Arabi, tanto da avere già inviato jet Rafale negli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, lo stesso Macron ha inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale e, alla luce dell’attacco iraniano alla base britannica di Akrotiri, ha deciso di inviare a Cipro una fregata, oltre a sistemi antimissile e anti-drone. Macron sembra dunque troppo collaborativo agli occhi della sinistra italiana. Una rottura completa c’è stata tra la sinistra italiana e il cancelliere tedesco Merz. Questi ha nientemeno assicurato il suo “sostegno” agli Stati Uniti e a Israele “nella rimozione di questo terribile regime terroristico dei mullah”, che “da decenni” attua una brutale oppressione della sua stessa popolazione e che, “con il suo programma nucleare e missilistico militare, ha minacciato l’esistenza di Israele, la pace e la sicurezza in tutta la regione, diffondendo terrore e mettendo in pericolo i nostri partner e tutti noi”. Su Merz c’è da attendersi ora l’anatema della sinistra italiana.

Anche il premier britannico Starmer è su una linea diversa dalla sinistra italiana. “Non voglio coinvolgere il Regno Unito nella guerra senza basi legali e obiettivi certi”, ha detto Starmer. Ha tuttavia inviato nei Paesi del Golfo aerei e navi militari “per proteggere cittadini e interessi britannici” presenti nell’area. Insomma, come ha dichiarato ieri Giorgia Meloni a una radio, “l’Italia, come il Regno Unito, come la Francia, come la Germania, intende inviare aiuti di difesa ai Paesi del Golfo”. Meloni ha ricordato, tra l’altro, che il Golfo è vitale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa. Solo Schlein, Conte e compagnia sinistreggiante non si accorgono, o fingono di non accorgersi, di queste ovvietà. La posizione della sinistra italiana è più estremista persino di quella della Spagna di Pedro Sánchez, da essi assunto come il nuovo faro di riferimento non solo della sinistra, ma anche della civiltà e della democrazia europea. “Sánchez! Sánchez!” mugolano dagli schermi delle TV. Ma non si avvedono che il premier spagnolo, pur condannando l’attacco americano-israeliano all’Iran con un plateale “no a la guerra”, ha anche fatto dire alla sua portavoce che, per quanto riguarda l’eventuale uso delle basi Nato in Spagna, “rispetterà il trattato bilaterale in vigore”: proprio come ha dichiarato Meloni ieri, mentre in Parlamento i leader della sinistra chiedevano un “no” all’uso delle basi.

In sostanza, i leader della sinistra stavano invitando il governo italiano a violare l’analogo trattato italo-americano del 1954, oltre che gli accordi che legano l’Italia ai Paesi arabi del Golfo, dei quali l’Italia ha un vitale bisogno. Un delirio. La sinistra italiana, condannando salomonicamente entrambe le parti in causa nella guerra con l’Iran, ma cercando di ostacolare in particolare solo quella occidentale (americana e israeliana), sta giocando non solo contro il popolo iraniano, ma anche contro gran parte del mondo ormai schierato contro il regime terroristico e sanguinario dei mullah iraniani. Sta giocando contro il mondo occidentale (in particolare contro gli USA e Israele), ma anche contro il mondo arabo; e persino contro la stessa Europa (e quindi l’Italia) e i suoi interessi di sicurezza. I leader della sinistra italiana sembrano farlo per perseguire, attraverso un’opportunistica e irresponsabile propaganda — agitata persino in una situazione di guerra che potrebbe estendersi fino all’Europa — solo il proprio interesse politico: quello di tornare al potere in Italia. È questa la sinistra che ci tocca.

*https://www.nuovogiornalenazionale.com/2026/03/07/iran-la-sinistra-italiana-e-isolata-in-europa/

[l.l.]

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