25.03.2026 – 07.00 – Il conflitto USA- Iran e in particolare il blocco allo Stretto di Hormuz mettono alla prova persino il ‘turismo del pieno‘ in Slovenia. Dopo aver infatti contingentato, con una misura di austerity, il numero massimo di litri di carburante prelevabile per singolo cittadino o azienda, Lubiana ora deve ritoccare anche i prezzi di diesel e benzina. Un rialzo superiore alle attese e, con un pizzico di malizia, proprio post elezioni politiche in Slovenia: dal 24 marzo infatti la benzina a 95 ottani sale a 1,581 euro al litro (+11,5 centesimi) e il gasolio raggiunge 1,696 euro (+16,8 centesimi). La brutale rincorsa nei prezzi obbligata dal conflitto in corso ha inoltre imposto oltre confine un importante cambiamento: dal 31 marzo infatti i prezzi cambieranno ogni settimana e non più ogni due, cioè ogni quindici giorni; il tutto per adeguarsi alle fiammate inflazionistiche che stanno travolgendo i mercati. Ricordiamo inoltre come, dal 22 marzo, sia in vigore in Slovenia un provvedimento che fissa un tetto di 50 litri al giorno per i veicoli privati e di 200 litri per aziende e utenti prioritari, tra cui gli agricoltori. Viene negato come vi siano carenze o carburante esaurito, sebbene la misura introdotta sembri ipotizzare proprio il contrario.
Non gioisce intanto il Friuli Venezia Giulia dove i rialzi hanno cancellato i vantaggi del taglio delle accise di 25 centesimi deciso dal Governo Meloni qualche giorno addietro. Allo stadio attuale, usando la modalità self, la media dei prezzi è di 1,724 al litro per la benzina, col diesel risalito a 2 euro al litro (2,005). Attualmente lo sconto regionale fa la differenza e consente di avere un piccolo vantaggio a confronto col pieno in Slovenia, specie considerando la maggiore distanza dei distributori; e tuttavia, con una situazione simile, in mutamento di giorno in giorno, è difficile prevedere il futuro andamento dei prezzi.
[z.s.]


