Abisso di Plutone, al via l’iter al Governo per riconoscerlo come luogo simbolo della tragedia delle Foibe

04.03.2026 – 07.00 – “Venti cadaveri estratti da una voragine di Basovizza. Alcuni triestini fra gli identificati. Si tratterebbe di un gruppo di detenuti prelevati dai Gesuiti nel maggio 1945″ scriveva Il Giornale di Trieste il 18 maggio 1947. La foiba, tecnicamente un abisso, è situata a circa mezzo chilometro dal cimitero di Basovizza ed era nota, già a fine ottocento, come ‘l’abisso di Plutone‘. Esplorata per la prima volta nel 1894, la cavità si compone di un lungo pozzo profondo 115 metri e cosparso di massi, a cui segue un’ulteriore dedalo di discese, cunicoli e voragini. La zona era un tempo visibile con chiarezza, ma la crescita del bosco l’ha lentamente avvolta.
L’abisso di Plutone divenne noto, nel secondo dopoguerra, perché risultava essere una delle foibe col maggior numero di vittime: nel maggio 1945 vi vennero infoibate tra le 18 e le 21 persone. Ancora nel periodo Alleato la squadra capitanata dall’ispettore Umberto De Giorgi, facente riferimento alla Polizia Civile del GMA, censì 71 foibe tra il 1945 e il 1948, recuperando nell’occasione dal Carso di Trieste 42 cadaveri di infoibati, di solito uccisi e poi gettati nella cavità. Tra queste anche la voragine in oggetto, ampiamente citata dai giornali dell’epoca.
Pertanto l’abisso di Plutone riveste un’importanza particolare e, a differenza della vicina Foiba di Basovizza, di solito è frequentato da gruppi specializzati e/o politicizzati, al di fuori del turismo mainstream. Casa Pound, nel 2024, aveva apposto un cartello che ne indicava la direzione e, nell’occasione del Giorno del Ricordo di qualche settimana fa, la targa che elencava i 21 infoibati era stata rotta e gettata nell’abisso da anonimi vandali e poi recuperata da due speleologi.

Dell’abisso di Plutone si parlerà probabilmente molto di più nei prossimi mesi, perché alla Camera dei Deputati è stata presentata, in queste ore, una risoluzione a prima firma del deputato Nicole Matteoni di Trieste in VIII Commissione Cultura volta a riconoscerlo come uno dei luoghi simbolici della tragedia delle foibe. In particolare la risoluzione impegna il governo all’avvio dell’iter per riconoscere l’Abisso Plutone come luogo ‘ufficiale’, inserirlo tra i siti di testimonianza della tragedia delle foibe e promuovere iniziative onde valorizzarlo con gli appositi enti locali, senza dimenticare l’ideazione di percorsi didattici appositi. Al possibile vaglio anche la sua trasformazione in monumento nazionale.
Il framework legislativo è come di consueto la legge 30 marzo 2004, n. 92, che ha istituito il ‘Giorno del Ricordo’ il 10 febbraio.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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