05.02.2026 – 07.00 – Lavoratori coi capelli bianchi. Spesso analisi di diversi enti su differenti database convergono sugli stessi risultati; la dimostrazione che la ricerca in oggetto ha utilizzato la stessa (scientifica) metodologia, specie se i database sono diversi. In questo caso riveste un certo interesse per Trieste e il Friuli Venezia Giulia l’ultima analisi dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre, basato sui dati stavolta Inps per il settore privato. Emerge – e per l’appunto non è una novità, perché lo si ripete da tempo – come il mondo del lavoro triestino e friulano sia sempre più vecchio. La Regione è di nuovo in prima posizione, ma per il più alto numero di lavoratori over 50, scegliendo quali parametri di riferimento i dipendenti e l’incidenza nazionale. Sono infatti ben il 37,5% del totale; d’altronde l’età media dei lavoratori dipendenti in FVG si assesta sui 42,53 anni a fronte di una media nazionale pari a 41,91. Inevitabile una riflessione su cosa ciò comporta per le aziende grandi e piccole, le PMI e in generale la filiera produttiva.
I dati provinciali del FVG rivelano valori superiori alla media. L’età media risulta di 42,70 anni a Pordenone, di 42,60 anni a Udine e di 42,52 anni a Trieste, posizionandosi al di sopra della media nazionale. In queste province, più di un terzo dei lavoratori ha un’età superiore ai cinquant’anni, con percentuali comprese tra il 35,6% e il 36,1%.
Il contesto nazionale d’altronde definisce la portata del fenomeno, l’ampiezza del problema. In Italia, nel corso degli ultimi sedici anni, l’età media dei dipendenti ha subito un incremento di quattro anni, passando da 38 anni nel 2008 a 42 anni nel 2024. Attualmente, un lavoratore su tre appartiene alla fascia di età oltre i cinquanta anni, mentre la proporzione di occupati di età compresa tra i 25 e i 44 anni ha registrato una contrazione. Gli occupati tra i 60 e i 64 anni hanno visto un incremento del 370% rispetto al 2008, un dato correlato all’invecchiamento demografico e all’innalzamento dell’età pensionabile.
Secondo la Cgia, le ripercussioni interessano le piccole e micro imprese, che rappresentano una componente strutturale dell’economia friulana e giuliana. L’assenza di un ricambio generazionale comporta il rischio di una contrazione della capacità produttiva, della perdita di competenze e di un ritardo nell’implementazione di innovazioni tecnologiche. Nei settori con un impiego intensivo di manodopera – edilizia, logistica, autotrasporto e manifattura – l’età media elevata del personale determina un incremento dei costi e complessità organizzative.
[z.s.]


