01.01.2026 – 10.30 – Tempi duri per chi viaggia per lavoro via treno a Trieste e in Friuli Venezia Giulia. Il mese di gennaio sarà infatti caratterizzato da ritardi e soppressioni; lo preavverte la stessa RFI. Dalle ore 5 del 10 gennaio fino alle 5 del 12 i treni verranno sospesi tra Brescia e Verona Porta Nuova e, dalle 5 del 24 gennaio alle 3 del 26 gennaio 2026, anche tra Brescia e Lonato (Brescia). Sono inoltre previste sospensioni tra tra Brescia e Sommacampagna (Verona) e tra Verona Porta Nuova e Padova trenta minuti dopo la mezzanotte fino alle 5 del 24 gennaio 2026, onde costruire l’alta velocità Brescia-Padova. Sono previsti, in tutti questi casi, bus sostitutivi tra Brescia e Verona Porta Nuova e tra Verona Porta Nuova e Padova; tuttavia con modifiche di orari, tempi di percorrenza e divieto di trasporto di bici, monopattini ed animali.
Quest’interruzione avrà conseguenze anche per il capoluogo giuliano e per il Friuli Venezia Giulia, perchè coinvolgerà tutti i Frecciarossa sulla direttrice Torino-Milano-Venezia-Udine-Trieste nei giorni 10, 11, 24 e 25 gennaio. Verranno direttamente cancellate le fermate di Brescia, Peschiera del Garda, Desenzano, Verona Porta Nuova e Vicenza, ma sono altresì previsti anche ritardi e soppressioni di alcune corse. Verranno inoltre coinvolti i treni Eurocity delle linee Venezia Santa Lucia-Geneve e Venezia Santa Lucia-Zurigo con modifiche di percorso e variazioni orarie.
Sulla base delle esperienze degli anni precedenti i problemi dei Frecciarossa su linee particolarmente affollate quali la direttrice Trieste-Venezia si ripercuotono anche sui regionali; lecito allora ipotizzare un po’ di disagi nel primo mese del nuovo anno.
La linea sconta, nel tratto Monfalcone-Trieste, la profonda età del percorso, ancora d’austriaca memoria; e nonostante gli sforzi la Bisiacaria segna un inevitabile collo di bottiglia tanto per le merci quanto per i passeggeri. D’altronde i lavori per una reale alta velocità nel FVG prevedrebbero interventi strutturali profondi nel Carso con gallerie e viadotti difficilmente accettati dalla popolazione locale.
[z.s.]


