29.01.2026 – 10.30 – Un anno fruttuoso per i finanziamenti alle ricerche scientifiche dell’Università di Trieste. Dopo gli oltre 5 milioni già assegnati per i tre progetti rispettivamente di Paolo Fornasiero e Federico Rosei (Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche) e Matteo Marinelli (Dipartimento di Fisica), il Fondo Italiano per la Scienza (FIS) ha scelto di assegnare 3 milioni di euro a due nuovi progetti targati UniTS. SOFTEN, di Pasquale Sacco del Dipartimento di Scienze della Vita, ha ricevuto 1,65 milioni di euro e indaga come invertire la fibrosi e rigenerare il cuore. A DIGITal twin for efficient solar CELLs vuole invece creare un ‘gemello digitale’ di una cella solare onde accelerare la scoperta di nuovi materiali fotovoltaici. Il responsabile è Virginia Carnevali che si trasferirà dall’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) al Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste.
Il FIS è un ente del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) che agisce su modello dei programmi ERC europei. Tecnicamente definito ‘Reversal of cardiac fibrosis and promotion of tissue regeneration through controlled SOFTENing of the extracellular matrix milieu‘ SOFTEN prova a rispondere a uno dei maggiori problemi del cuore ovvero la sua difficoltà a rigenerarsi dopo una lesione e pertanto il suo sviluppo di fibrosi anche gravi. L’idea nasce da quanto osservato in specie come lo zebrafish, capace di rigenerare il cuore grazie a un temporaneo ‘ammorbidimento’ della matrice extracellulare. SOFTEN mira a riprodurre e controllare questo comportamento con biomateriali progettati ad hoc, combinando chimica dei polimeri, progettazione di materiali e metodi di biologia cellulare e molecolare, per comprendere e indirizzare i meccanismi di riparazione del tessuto cardiaco. ‘A DIGITal twin for efficient solar CELLs‘ prova invece ad avere un valido soggetto su cui sperimentare materiali nuovi per il fotovoltaico, capaci di superare i suoi odierni limiti.
“Siamo molto soddisfatti per questi risultati – commenta la rettrice Donata Vianelli – Il Fondo Italiano per la Scienza applica criteri particolarmente rigorosi nella valutazione dei progetti e il risultato ottenuto conferma la capacità dell’Università di Trieste di progettare ricerca in grado di attrarre finanziamenti e, in questo caso, anche capitale umano. I programmi selezionati testimoniano il nostro impegno su frontiere strategiche, come la ricerca biomedica e dei biomateriali per affrontare grandi sfide della salute e la modellistica avanzata dei materiali e dei dispositivi per le energie rinnovabili”.
[z.s.]


