14.01.2026 –10.00 – Dal primo gennaio 2026 è ufficialmente operativo un nuovo metodo di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) pensato per essere più favorevole alle famiglie italiane, in particolare a quelle con figli a carico, e per facilitare l’accesso alle principali misure di welfare e di inclusione sociale previste dalla Legge di Bilancio 2026 e attuate dall’INPS. Le novità non si limitano a semplici ritocchi numerici: la riforma introduce una revisione concettuale del rapporto tra patrimonio, composizione familiare e accesso alle prestazioni, con l’obiettivo di garantire effetti concreti sui benefici economici erogati dallo Stato. In primo luogo, la novità più significativa riguarda il trattamento della prima casa: per il nuovo ISEE applicato ad alcune prestazioni chiave, la franchigia sul valore dell’abitazione principale è stata innalzata in modo sostanziale. Per la maggior parte delle famiglie questa franchigia passa a 91.500 €, mentre per chi risiede nei capoluoghi delle città metropolitane sale fino a 120mila €, con un ulteriore aumento di 2.500 € per ogni figlio convivente successivo al primo. Prima di questa riforma, l’abitazione principale “pesava” in misura significativa nel calcolo patrimoniale, con il rischio concreto di far risultare molte famiglie escluse da agevolazioni nonostante una reale difficoltà economica: ora, con franchigie più elevate, il valore immobiliare entra meno nel computo dell’indicatore.
Parallelamente, l’INPS ha rivisto la scala di equivalenza – ossia quel parametro che tiene conto della composizione del nucleo familiare – introducendo maggiorazioni più ampie per ogni figlio e per nuclei numerosi. In termini pratici, questo significa che a parità di reddito e di patrimonio, una famiglia con più figli vedrà il proprio ISEE diminuire rispetto al passato, rendendo più facile rientrare nelle soglie richieste per ricevere prestazioni come assegno unico, bonus asilo nido o sostegno all’inclusione. Un’altra componente di riforma riguarda gli investimenti finanziari di piccolo risparmio: per le DSU (Dichiarazioni Sostitutive Uniche) precompilate, titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio fino a 50mila € saranno automaticamente esclusi dal patrimonio mobiliare nel calcolo ISEE, abbassando ulteriormente l’indicatore per quei nuclei che hanno accumulato risparmi poco significativi ma che fino a ieri potevano penalizzarli nell’accesso alle prestazioni.
È importante chiarire che questo nuovo ISEE non sostituisce completamente l’indicatore tradizionale, ma si applica solo a un perimetro circoscritto di prestazioni: tra queste figurano l’Assegno di Inclusione (ADI), il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, i bonus asilo nido e forme di supporto domiciliare, e il bonus nuovi nati. Per molte altre prestazioni non incluse in questo elenco, continuano ad applicarsi le regole ISEE ordinarie, salvo che non intervengano ulteriori modifiche normative in seguito. Per le famiglie con figli, i benefici concreti possono essere rilevanti. Un ISEE più basso, determinato dalla minore incidenza del patrimonio immobiliare e dalle maggiorazioni per figli, può comportare un importo più elevato dell’Assegno Unico o consentire l’accesso a fasce di contributo più favorevoli. Per gli studenti universitari e i loro nuclei familiari, il nuovo ISEE non si sostituisce agli strumenti specifici già esistenti (come l’ISEE Università per il diritto allo studio), ma un indicatore familiare più favorevole può comunque incidere indirettamente su scaglioni di reddito utili per borse di studio, esoneri o tariffe agevolate, soprattutto se le politiche locali o regionali adottano criteri che si allineano con il nuovo ISEE nazionale.
Dal punto di vista operativo, l’INPS ha già aggiornato le proprie procedure automatizzate e, per chi ha presentato la DSU dal primo gennaio 2026, non sarà necessario presentare una nuova domanda per ottenere il calcolo con i nuovi criteri: l’ente ricalcolerà automaticamente l’indicatore più favorevole e rivaluterà, quando possibile, le domande sospese o in corso. Tuttavia, per alcuni casi specifici come l’Assegno Unico, gli importi di gennaio e febbraio 2026 sono stati calcolati secondo le regole dell’ISEE precedente, con il nuovo indicatore che verrà preso in considerazione per le mensilità successive.
[a.c.]


