28.01.2026 – 10.00 – L’economia italiana all’inizio del 2026 mostra segnali di ripresa e resilienza, con indicatori positivi sia sul fronte dei consumi sia su quello delle performance aziendali, in cui rientrano i dati di crescita legati all’export del Made in Italy, soprattutto per i settori manifatturieri. Secondo l’ultima analisi congiunturale dell’Ufficio Studi di Confcommercio, l’economia del Paese evidenzia dinamiche espansive, con un aumento della fiducia delle imprese e delle famiglie: nel primo mese del 2026, l’inflazione si è attestata allo 0,7 %, tra le più basse in Europa, con un incremento dei redditi del 4,5 % rispetto al 2019 e un trend positivo dei consumi nello stesso periodo. Confcommercio segnala inoltre un aumento delle intenzioni di spesa legate agli eventi stagionali come il Black Friday e il periodo natalizio, con evidenti benefici per alcuni settori, in particolare quello dei servizi e della tecnologia di consumo. Tuttavia, l’organizzazione sottolinea la necessità di nuove misure di sostegno per imprese e famiglie, con proposte che spaziano dalla riduzione della pressione fiscale alla semplificazione burocratica e al miglior coinvolgimento di giovani e donne nel mercato del lavoro.
A livello produttivo e competitivo, il report “WHY Italia” di Deloitte Private offre un ritratto delle imprese italiane ad alto potenziale tra il 2018 e il 2024. Le aziende analizzate – con ricavi superiori a 5 milioni di € e almeno 5 dipendenti – hanno registrato una crescita del fatturato aggregato di circa il 41 % in sei anni, mentre la redditività ha segnato un aumento ancora più significativo (+83 %). Contestualmente l’occupazione all’interno di queste imprese è cresciuta di oltre un milione di posti di lavoro, riflettendo un tessuto produttivo dinamico e capace di adattarsi alle sfide strutturali come la digitalizzazione e la transizione green.
Questi risultati trovano un’eco anche nel contesto regionale del Friuli Venezia Giulia, una delle realtà più orientate all’internazionalizzazione del Paese. Secondo dati basati su rilevazioni ISTAT e studi regionali, il valore delle vendite estere delle imprese del FVG nel 2024 è stato di circa 19 miliardi di €, sostanzialmente in linea con l’anno precedente nonostante la flessione media dell’export italiano (-0,4 %): un dato che sottolinea la capacità delle imprese locali di mantenere quote di mercato all’estero in un mercato globale dove la domanda è più incerta. Nel complesso, la regione si posiziona tra le principali esportatrici italiane, con un valore dell’export che rappresenta circa il 2,8 % del totale nazionale e che ha interessato in particolare settori come la meccanica strumentale, i mobili e l’alimentare. A ciò si somma un contesto economico regionale caratterizzato da una base industriale diversificata e da un tessuto di piccole e medie imprese tipico del cosiddetto “modello Nord-Est”, che storicamente ha mostrato una forte propensione all’export e all’innovazione.
[a.c.]


