Economia del Friuli Venezia Giulia: bilancio 2025 e prospettive per il 2026

12.01.2026 – 12.30 – Il 2025 è stato un anno di crescita debole per l’economia del Friuli Venezia Giulia. Secondo la Banca d’Italia, nella prima metà dell’anno l’attività economica regionale ha mostrato un andamento modesto, con un rallentamento nei mesi primaverili e una dinamica del PIL inferiore alla media nazionale. La produzione industriale è rimasta altalenante, penalizzata dalla domanda estera ancora incerta e dall’aumento dei costi, mentre il comparto delle costruzioni ha iniziato a risentire del progressivo esaurimento degli incentivi pubblici. Più resiliente si è dimostrato il settore dei servizi, sostenuto dal turismo e dal terziario avanzato, mentre il mercato del lavoro ha continuato a reggere, pur in un contesto di forte difficoltà di reperimento di manodopera qualificata. Le stime Prometeia indicano per il 2025 una crescita del PIL regionale intorno allo 0,5%, in linea con il dato italiano ma lontana dai ritmi pre-pandemia.

Le prospettive per il 2026 restano improntate a una cauta fiducia. Le previsioni parlano di un lieve miglioramento, con una crescita del PIL del Friuli Venezia Giulia stimata attorno allo 0,6%, grazie a una ripresa graduale dell’export, a condizioni finanziarie meno restrittive e al contributo positivo dei servizi. Tuttavia, l’industria dovrebbe recuperare solo parzialmente e le costruzioni potrebbero continuare a frenare la crescita complessiva.
In sintesi, il 2026 si apre come un anno di consolidamento più che di slancio: la crescita attesa dovrebbe poggiare soprattutto sulla stabilizzazione dei servizi, su una graduale ripresa dell’export e su condizioni finanziarie meno restrittive, piuttosto che su un forte aumento della domanda interna.

L’industria manifatturiera è prevista in lieve miglioramento, ma senza un vero rimbalzo, mentre il comparto delle costruzioni potrebbe continuare a rappresentare un freno dopo la fine delle misure straordinarie di sostegno. In questo contesto, l’economia regionale dovrebbe avanzare a ritmi moderati, sufficienti a consolidare i livelli occupazionali ma non ancora a innescare una fase di crescita strutturalmente più robusta.

Federico BARCHERINI
Consulente di management, temporary manager

[f.b.]

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