27.12.2025 – 13.00 – Si avvicina il 31 dicembre e il WWF lancia un appello affinché tutti i Comuni vietino, con apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come molti paesi e città hanno fatto negli ultimi anni, “con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini”, ricorda l’associazione ambientalista. Petardi e fuochi d’artificio provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock in animali domestici e selvatici, con conseguenze spesso mortali. I botti possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati.
Stiamo parlando dei fuochi pirotecnici, che salutano ogni 31 dicembre l’arrivo del nuovo anno. Una tradizione che ha portato negli anni anche morti e feriti gravi tra le persone e che “sarebbe ora di abbandonare, per noi e per i nostri amici animali”. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci.
Uno studio realizzato a Valencia, in Spagna, dove in primavera si svolgono manifestazioni con fuochi pirotecnici, ha rilevato che gli effetti ecologici del rumore dei fuochi d’artificio possono protrarsi nel lungo periodo e influenzare negativamente il ciclo riproduttivo dei passeri. Uno studio austriaco ha monitorato 20 oche selvatiche durante la notte di Capodanno, rilevando un marcato stress fisiologico.
Il battito cardiaco medio è aumentato del +96% (da 63 a 124 battiti al minuto) e la temperatura corporea è salita da 38°C a 39°C, con effetti che si sono protratti fino al mattino successivo. I bang e i flash di luce, inoltre, possono interferire con il comportamento animale in momenti particolarmente delicati come l’accoppiamento o le migrazioni, lasciando strascichi che possono manifestarsi anche nei mesi e negli anni successivi.
Un’indagine dell’azienda Weenect (2024) su 652 animali domestici (cani e gatti) ha rivelato che il 26% si nasconde, il 20% tenta di fuggire e tra il 16% e il 24% manifesta stress persistente, anche diverse ore dopo i fuochi.
Cani e gatti possiedono un udito molto più sensibile di quello umano. Gli esseri umani percepiscono suoni tra circa 20 Hz (infrasuoni) e 20.000 Hz (ultrasuoni), mentre il cane può udire frequenze fino a circa 60mila Hz e il gatto fino a 70mila Hz. Anche negli animali d’allevamento, come mucche, cavalli e conigli, le esplosioni possono avere effetti gravi: lo spavento intenso può infatti provocare traumi, stress elevato e in casi estremi, persino l’aborto.
Si stima che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.
[e.b.]


