08.11.2025 – 14.07 – “Il recente episodio di inciviltà e barbarie che ha colpito il Pronto Soccorso di Cattinara – un luogo dove si dispensano le cure, si aiutano le persone in difficoltà e si salvano vite umane – non è che l’ennesima esecrabile storia di un quotidiano oramai inaccettabile“. Ad affermarlo è il segretario regionale della Siulp Fabrizio Maniago che, in una nota, denuncia “l’imbarbarimento della società e chiede uomini per tutta la Regione, mezzi e norme efficaci a tutela della collettività, non solo delle helping professions“. Dunque aggiunge, “la Polizia di Stato vent’anni fa c’era! Era presente al Maggiore con un turno in quinta, con uomini in carne ed ossa pronti ad
intervenire“.
“Poi arrivarono gli economisti – quelli bravi – con penna, calamaio e forbici affilate iniziarono a togliere l’h24 dai nosocomi – prosegue Maniago – sostituendola con telecamere e pulsanti, le pattuglie da tre operatori passarono a due e chiusero i cinofili altro orgoglio triestino con proiezione regionale”. Ma “chiuse anche la Scuola di Polizia di Frontiera di Duino, fiore all’occhiello, incastonata in un territorio di confine, eccellenza della
formazione specialistica di Frontiera che sfornava professionisti per tutta la Regione”.
Maniago aggiunge, “ancora chi ha buona memoria ricorda la parabola dei Poliziotti di quartiere, presenza più che apprezzata dai cittadini, che passarono da sedici a zero nel giro di qualche anno ma quelli bravi a far di conto, sempre loro, iniziarono a disseminare il territorio di costose telecamere”. “Poi scesero in campo i Daspo, fogli di carta
dall’incontrovertibile deterrenza, i braccialetti elettronici – ricorda il segretario regionale del Siulp – e si puntò tutto su una tecnologia che oggi si scontra sempre più spesso con la brutalità di un energumeno fuori controllo che non ha nulla da perdere e che – nel fuggi fuggi generale – spacca un pronto soccorso”.
Dunque, “il tempo delle chiacchiere è finito, la sicurezza non può e non deve mai più essere vista come un mero costo da sfrondare, ma come un volano di crescita per chi vuole avviare un attività economica, accedere ad un servizio di cura senza paura di essere bastonato, guardare una partita di calcio o basket in santa pace, fare una passeggiata in centro, prendere un autobus ed arrivare a casa senza essere molestato”.
Maniago conclude: “Per tutto questo servono Poliziotti in carne ed ossa, servono assunzioni e ripianamento di organici che sono stati ridotti al lumicino, parametrati sul bisogno dei cittadini e non sui conti di ragionieri che dietro una scrivania protetta da guardie svizzere con portoni corrazzati tagliano l’insostituibile presenza sul territorio”.
[c.s.] [e.b.]


