Sicurezza in FVG, il SIULP lancia l’allarme, servono rinforzi nelle Questure e nelle Volanti

18.11.2025 – 12.17 –“Il susseguirsi, senza soluzione di continuità, delle aggressioni alle helping professions in tutta la regione FVG e non solo denota come oramai i freni inibitori garantiti dalla funzione general preventiva del diritto penale sono completamente saltati. Per rendersi conto di ciò basta ripercorrere la recente evoluzione della norma che dovrebbe presidiare coloro i quali, a vario titolo, si occupano della collettività preservandoli dalle bastonate gratuite di soggetti fuori controllo. L’art. 583 quater è stato introdotto nel 2007 in risposta a gravi episodi di violenza verificatisi in occasione di avvenimenti sportivi culminati con l’omicidio di un ispettore di polizia, in occasione della partita di calcio Catania/Palermo del 2 febbraio 2007. Successivamente la norma è stata modificata nel 2020 andando a punire le lesioni cagionate al personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni, nell’esercizio o a causa di tali attività.” Lo afferma in una nota Fabrizio Maniago, segretario regionale FVG del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia.

“Nel 2023 il legislatore è nuovamente intervenuto rendendo la fattispecie di nuovo conio applicabile a tutti i casi di lesioni personali cagionate al personale sanitario. In sede di conversione del D.L. 137/2024, veniva ulteriormente estesa la portata della norma ai servizi di sicurezza complementare. Con il D.L. 48/2025 il perimetro applicativo della fattispecie incriminatrice veniva esteso a tutte le lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni. Infine, con il d.l. 96/2025, la norma si pone a presidio (virtuale) dei fatti commessi in occasione di manifestazioni sportive nei confronti degli arbitri o degli altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle stesse. Proceduralmente il dl 137/2024, si occupa del delitto di lesioni personali di cui al 2° co. dell’art. 583 quater prescrivendo l’arresto in flagranza ed in flagranza differita nei casi considerati al nuovo 1° co. bis dell’art. 382 bis c.p.p. Ergo, il terrore di violare il precetto, unito alle innumerevoli telecamere disseminate in ogni angolo dovrebbe scoraggiare anche il più incallito criminale a torcere un capello al Medico, Infermiere, Arbitro, OSS, Poliziotto e invece…” continua Maniago

“Oggi tutti a stracciarsi le vesti, a chiedere incontri, a chiedere conto e ragione del degrado, totalmente ciechi difronte a quanto occorso negli ultimi vent’anni. 620 erano i poliziotti a Trieste nel 2004, mentre oggi ne sono rimasti 400 di cui, una quota parte immersa letteralmente nelle pastoie burocratiche dell’immigrazione e delle procedure di inserimento nei database di ogni singolo movimento compiuto dagli operatori. Dati, subdati, metadati in una miriade di banche differenti; anche del Tribunale, finito il personale amminiatrativo, ha ceduto una procedura di inserimento di non poco momento alla Questura. Così nel tempo si è salutata la Scuola di Duino, i Cinofili, la Squadra Nautica, il Poliziotto di quartiere, il turno in quinta presso i nosocomi (2 operatori per turno in un singolo ospedale significa impiegare minimo 12 operatori dedicati); Così con nonchalance si è passati da 4 volanti da 3 operatori a turno, a 2 volanti a turno con 2 operatori, garantite con grande fatica ed immensa encomiabile abnegazione di chi crede ancora a questo lavoro.”

Conclude affermando “Mutatis mutandis tutto ciò avveniva non solo in FVG, ma in tutta Italia in un lento e costante depauperamento di risorse che si rinviene negli appostamenti delle varie leggi di stabilità. Così oggi, mentre il grido di chi prende le quotidiane bastonate (poliziotti compresi) si alza unanime negli ospedali, nei centri, si cerca la scaturigine in casa. È come se ad un cuoco si chiedesse di cucinare un pranzo di nozze per 100 invitai con 5 pani e due pesci. Il SIULP (tutto il SIULP) negli ultimi quindici anni ha gridato forte che i tagli sulla sicurezza, prima o poi, avrebbero portato a questo desolante scenario. Ciò che serve, più di un tavolo o una riunione, è l’innesto in tutta la Regione FVG di operatori di Polizia da inserire nelle articolazioni delle Questure, delle Specialità, oramai spremute fino all’osso. Serve rimpolpare gli Uffici della Squadra Volante, serve ripristinare il Servizio al nosocomio, servono Poliziotti sul campo perché le telecamere non rispondono al Medico che le sta buscando, alla nonnina che sta prelevando la pensione al Bancomat, all’infermiere del triage. Servono Donne e Uomini sul territorio non proclami, non promesse, non l’ennesima passerella elettorale. La Sicurezza, quella reale, passa dalla presenza in carne ed ossa sul territorio e finalmente sembra che tutti lo stiano comprendendo.”

[c.s.] [e.e.]

Ultime notizie

Dello stesso autore