27.11.2025 – 07.00 – Lo stesso numero di navi, ma con meno passeggeri e dimensioni sensibilmente ridotte. Potrebbe riassumersi con questi termini la stagione 2026 che si prepara a Trieste con riferimento alle navi bianche; stagione senza capo, perchè se continua la direzione di Alberto Grimaldi quale responsabile per il Trieste Terminal Passeggeri (TTP), l’Authority del porto di Trieste rimane ancora monca, ancora priva del decreto di approvazione di Matteo Salvini del nuovo presidente Marco Consalvo. Eppure, anche nell’ambito delle navi bianche, sono tante le questioni sul tavolo: la sostenibilità delle stesse, in attesa dell’elettrificazione, con dati contrastanti sull’effettivo inquinamento; le crescenti ansie di un turismo di massa che emargini un centro storico (Cavana, Ponterosso e piazza Unità) già desertificato; l’ipotesi, ventilata di continuo, ma di difficile realizzazione per l’esiguità dei fondali e la presenza di precedenti infrastrutture (diga foranea docet), di spostare le navi bianche nel Porto Vecchio o Nuovo.
Passando ai numeri annunciati, Trieste godrà di 128 passaggi di navi bianche, pari a 380mila passeggeri nel capoluogo giuliano. Suggestiona come Trieste non abbia una compagnia di navi bianche principale, ma una molteplicità di società (22, tra colossi come Costa e realtà più di nicchia). Tra queste la presenza maggiormente familiare appartiene alle grandi navi bianche, per le quali Trieste è uno scalo di passaggio per coloro che devono giungere a Venezia; e tuttavia non andrebbero sottovalutati i bastimenti di minori dimensioni, perché rientrano nel turismo di lusso con esperienze altamente selezionate e clienti danarosi.
Sotto il profilo tecnico le navi da crociera ripopoleranno Trieste a partire dall’11 aprile 2026 con l’arrivo di Costa Deliziosa, proseguendo col picco degli arrivi a maggio e con l’ultimo, grande, transito il 26 novembre 2026. A confronto con l’odierno 2025 stavolta la grande assente sarà la Norwegian Cruise Line.
[z.s.]


