La magia del Natale illumina piazza Unità, un conto alla rovescia tra gioia e nostalgia VIDEO

29.11.2025 – 11.15 – Ieri sera, la luce del Natale ha iniziato a brillare lungo le strade di Trieste, sugli abeti di piazza Unità, nei cuori e negli sguardi di cittadini e visitatori. Qualche cappello di Babbo Natale spuntava qua e là tra la folla, riunita per immergersi finalmente nella magia delle Feste più attese dell’anno. Cori natalizi, addobbi scintillanti, l’immancabile presepio: il conto alla rovescia per il 25 dicembre è ufficialmente avviato. Durante la cerimonia di ieri, Piazza Unità d’Italia brulicava di famiglie, bimbi, coppie e gruppi di amici, perché Natale, per chi lo festeggia, significa condivisione e gioia: “C’è tanta felicità, vedo tanta serenità, vedo armonia, lo stare insieme” ha affermato un turista sorridendo. Gioia, amore, nascita, “una favola”: le voci del pubblico sembravano esprimere una visione comune, un’armonia di pensiero nel riconoscere all’unisono il valore simbolico del Natale.

C’è chi il 25 dicembre lo vive con uno spirito ambivalente di felicità e tristezza, paragonando magari un passato difficile con il sollievo di un presente più sereno, o interrogandosi sui mutamenti e le assenze che, da un anno all’altro, il luminoso giorno di Natale rende più evidenti. C’è chi invece attende il Natale con aspettativa ed entusiasmo: a riuscirci sono soprattutto i più piccoli, quei bimbi scorrazzanti che osservavano gli abeti di piazza Unità con il naso all’insù.

Novembre, è evidente, ce lo siamo lasciati alle spalle nel momento esatto in cui Trieste si è accesa: avevamo fretta di inaugurare dicembre, mese che porta con sé le promesse in cui ogni anno speriamo. Ci imbarchiamo una volta all’anno nella stessa impresa, quella di ricreare almeno una frazione della magia che abbiamo perso crescendo: ci riversiamo per le strade e ci riempiamo gli occhi di luminarie e decorazioni sfavillanti, ascoltiamo le canzoni di sempre, ci aggiriamo per i mercatini cercando di replicare lo spirito del Natale passato. E ci aggrappiamo alla gioia di una festività che, puntualmente, ci restituisce anche una piccola, inevitabile nota di amarezza.

[b.m.]

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