09.10.2025 – 13.44 – In piazza Unità d’Italia, tra le imbarcazioni protagoniste della Barcolana 57, c’è anche una barca molto speciale: l’ultima realizzata dall’Audace Sailing Team, il gruppo studentesco dell’Università di Trieste. A raccontarla è Michele Palmieri, 25 anni, studente di ingegneria navale e parte del team che ha lavorato alla struttura dell’imbarcazione. “Si tratta di una barca che vola sull’acqua, dotata di foil” spiega il giovane, “ma la sua particolarità è che è costruita in fibra di lino, un materiale naturale e sostenibile che sostituisce il tradizionale carbonio”.
La fibra di lino, racconta Michele, consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita della barca, senza rinunciare alle prestazioni. “Volevamo dimostrare che si possono avere ottimi risultati anche con materiali ecocompatibili” racconta. “Il nostro progetto vuole portare nella vela una boccata di sostenibilità e dare un segnale al mondo della nautica”.
Il progetto dell’Audace Sailing Team nasce infatti dall’iniziativa di un gruppo di giovani motivati, uniti dalla voglia di sperimentare e innovare. “Siamo partiti con tanta voglia di fare qualcosa che potesse cambiare il mondo della vela, e allo stesso tempo spingere i grandi produttori a guardare con più attenzione all’ambiente”.
L’imbarcazione ha già raccolto i suoi primi successi: durante la competizione universitaria “SuMoth Challenge” sul lago di Garda, a metà estate, il team triestino ha conquistato il primo posto. “Io mi sono occupato di alcune parti strutturali nella fase di progettazione” aggiunge “ma altri ragazzi, molto bravi e preparati, hanno poi portato la barca a vincere in acqua”.
Per la Barcolana 2025, la barca dell’Università di Trieste non sarà in gara, ma resterà esposta in piazza Unità d’Italia, come simbolo concreto di innovazione e rispetto per l’ambiente. Un piccolo capolavoro tecnico che, nelle parole dei suoi giovani progettisti, “rappresenta il futuro della vela sostenibile”.
[a.c.]


